Silvia Salis è la nuova sindaca di Genova. La candidata della coalizione di centrosinistra è arrivata poco dopo le 18,45 al suo point elettorale di via Carducci, gremito di gente sia all'interno sia all'esterno, con il figlio Eugenio in braccio. Una folla di sostenitori e candidati l'ha accolta con entusiasmo e applausi.
Cambiamento e unità sono state le parole d’ordine di questa campagna elettorale: “Sono stati due elementi fondanti che partiva da un senso di risultato negativo di questa amministrazione che era emerso durante le Regionali dove il sindaco uscente Bucci a Genova ha ricevuto una sonora bocciatura a favore di Andrea Orlando.
Sicuramente un cambiamento era auspicato, la città lo chiedeva e il senso di unità che abbiamo saputo dare con questa coalizione ha sicuramente convinto l’elettorato".
“Mi sento felice e soddisfatta - ha proseguito Salis - ma soprattutto orgogliosa della gara che abbiamo fatto perché siamo stati, come stile, come responsabilità verso la cittadinanza, è stata una campagna elettorale fatta veramente a livello che mi aspettavo, Ho chiesto questo a tutti noi, a me stessa, di non scendere mai a certi livelli, sono orgogliosa che ci siamo riusciti e lo abbiamo fatto per Genova, la politica deve imparare a parlare ai cittadini e deve essere di esempio".
Poi la dedica al papà, scomparso pochi mesi fa: "Sarebbe certamente contento"
Per Salis la vittoria al primo turno è un messaggio chiaro che Genova ha lanciato a una politica che ha solo portato la città ai 'disonori della cronaca': "Questo, unito alla bocciatura che è stata la gestione del centro destra e della destra di questa città, è stata la cosa principale. In più il senso di unione e sicurezza che ha dato questa coalizione sin dal primo giorno, nonostante i continui attacchi. Abbiamo tirato dritto, abbiamo superato tutte le prove della campagna elettorale e credo che abbia convinto e polarizzato di più i voti".
Ancora: "Ho detto una serie di si, ho parlato di infrastrutture sociali, cose che hanno ignorato e in una città non bisogna mai essere troppo distanti dalle persone, perché è quella che poi conta quando loro vanno a votare, come trovano la città, se gli anziani sono assistiti, se i bambini hanno posto all’asilo, se il marciapiede è aggiustato, se la strada è pulita".
Poco prima il principale sfidante Pietro Piciocchi ha telefonato all'avversaria, di fatto ammettendo la sua vittoria alle elezioni comunali: “È stata una telefonata molto breve, molto informale. Devo dire che è stata una campagna elettorale in cui non ho apprezzato molto dal punto di vista personale. Sinceramente è stata una chiamata molto formale dove ci siamo detti che ci vedremo per il passaggio di consegne”.
Al momento i dati sono ancora in corso di aggiornamento, ma il vantaggio è ufficiale con circa dieci punti di vantaggio sul candidato di centrodestra.
Genova ha scelto il suo nuovo sindaco e ha scelto di voltare pagina con Silvia Salis e con la squadra del centrosinistra che l’ha sostenuta. Un cambio di passo, dopo otto anni di governo di centrodestra e dopo la doppia esperienza amministrativa firmata da Marco Bucci e dalla coalizione di governo.
Il nome nuovo, arrivato quasi a sorpresa a mettere d’accordo una coalizione progressista mai così ampia, ha trovato non solo il favore dei partiti e del mondo civico, ma anche quello dei genovesi. Volto nuovo della politica, Salis si è affacciata sulle comunali di Genova da vicepresidente vicaria del Coni e ne esce prima cittadina. Vincendo, contro le previsioni dei sondaggi, al primo turno.








