Una di queste è, senza alcun dubbio, il “risparmio”, una virtù che si tramanda di generazione in generazione e che consente al nostro paese, nonostante il pesante fardello di un debito pubblico tra i più elevati al mondo, di poter risultare solvibile agli occhi dei grandi investitori internazionali.
Il risparmio, non di rado, si traduce nell’investimento in strumenti finanziari, anche se è innegabile come un vasto numero di italiani decide, per pigrizia e poca conoscenza della materia finanziaria, di lasciare una parte non indifferente sul conto corrente. L’allocazione dei propri risparmi in ambito finanziario dev’essere eseguita consapevolmente, avvalendosi, qualora non si disponesse delle giuste conoscenze, del supporto di un professionista. Alcuni aspetti, però, sono comuni a tutti i risparmiatori e li analizzeremo nel prosieguo dell’articolo.
Grado di rischio
Il primo aspetto da tenere in considerazione riguarda il “grado di rischio” che si è disposti ad assumere quando si investe in ambito finanziario. Certo, di primo acchito, la risposta che la maggior dei risparmiatori vorrebbe fornire è “nessun rischio”. In finanza, tuttavia, qualche rischio esiste. Anche i prodotti con la protezione del capitale, ad esempio, potrebbero comportare perdite nel momento in cui vengono disinvestite anticipatamente.
Un altro aspetto da considerare, poi, riguarda i rendimenti. In finanza, come noto, vige una regola aurea:”la ricerca di maggior remunerazione comporta, inevitabilmente, l’assunzione di un rischio maggiore”. Se si opta per prodotti finanziari protetti o a basso rischio, è indispensabile accontentarsi di un rendimento modesto o, come nell’epoca dei “tassi zero”(durata quasi tre lustri fino al 2022), di fatto assenti.
Orizzonte temporale
In base a quanto precedentemente accennato, diventa fondamentale tener conto dell’orizzonte temporale. La maggior parte degli investimenti, infatti, richiede un orizzonte temporale specifico entro il quale vedere ipoteticamente soddisfatta la propria aspettativa di rendimento. Al di là dei bond, dove - in ogni caso - dev’essere valutata la solvibilità dell’emittente al di là della garanzia del rimborso del capitale a scadenza, anche l’investimento in fondi comuni, etf, azioni o altri strumenti finanziari richiede l’approccio di un determinato orizzonte temporale.
Ad esempio, il mercato azionario, storicamente considerato il più rischioso ma al tempo stesso potenzialmente più remunerativo (in base sempre, per quanto ovvio, ai titoli scelti), deve essere approcciato con un orizzonte temporale di lungo periodo al fine di poter attutire eventuali shock negativi nel breve. Viceversa, i fondi obbligazionari a breve termine implicano un approccio meno longevo, ma offrono potenziali rendimenti decisamente inferiori.
Emotività
L’aspetto che, non di rado, impatta negativamente sull’andamento degli investimenti è l’emotività. Tendenzialmente, una fetta consistente di investitori segue il “trend” del momento, decidendo di investire nelle fasi rialziste dei mercati e disinvestendo, invece, in quelle ribassiste. Ogni situazione congiunturale, ovviamente, fa storia a sé. Ed è impossibile, di conseguenza, formulare una “ricetta” adeguata per ogni singolo momento storico.
Tuttavia, è inutile negare come alcuni fasi ribassiste, in particolar modo se non segnate da una profonda crisi economica (come, ad esempio, quella del 2008), possono essere foriere di guadagni sostanziosi, specie nei mercati contraddistinti da una forte volatilità. Investire a Dubai o in altri mercati emergenti, valutando l’apporto di una parte dei propri capitali anche in modo graduale, potrebbe essere foriera di significativi guadagni futuri, avendo ben presente pregi e insidie di questi mercati.
Diversificazione
La diversificazione in ambito finanziario è un aspetto di assoluta e rilevante importanza per qualsiasi risparmiatore. Detenere titoli di un solo emittente, ad esempio, espone eccessivamente al rischio credito, ovvero, qualora risulti insolvente, di restare col “cerino in mano” e senza alcun risparmio.
Vanno tenuti in considerazione, inoltre, il rischio geografico e settoriale: investire in titoli di un’unica nazione o di un unico comparto produttivo, ad esempio, potrebbe risultare nocivo per le performance del portafoglio titoli; è necessario diversificare adeguatamente il portafoglio, avvalendosi anche dell’ausilio di un esperto in materia.
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