Genova - 27 luglio 2025, 08:00

Forno elettrico a Cornigliano, c’è chi dice sì: nasce un comitato per "rilanciare lavoro e industria" nel quartiere

Residenti storici e 'd’adozione' lanciano il 'Comitato per il lavoro e per un sano sviluppo di Cornigliano': “Non vogliamo tornare al passato, ma nemmeno dire no a priori. Il presente non è il ciclo a caldo di cinquant’anni fa: i nostri giovani devono avere una possibilità qui, non altrove”

Foto Facebook Cornigliano la rinascita

Foto Facebook Cornigliano la rinascita

Senza lavoro non c’è vita, senza industria non c’è futuro”: con questa convinzione un gruppo di abitanti di Cornigliano ha dato vita al 'Comitato per il lavoro e per un sano sviluppo di Cornigliano', che sceglie di schierarsi apertamente nel dibattito sul possibile insediamento di un forno elettrico nelle aree ex Ilva. E lo fa in controtendenza rispetto a chi, nelle scorse settimane, ha espresso una netta opposizione: “È ora di superare falsi miti e paure alimentate ad arte. Il progresso tecnologico esiste, e può coniugare occupazione e tutela della salute”.

Nel documento fondativo, firmato da diversi cittadini tra cui la presidente Carla Morosi, si legge una presa di posizione chiara: “Lo diciamo senza mezzi termini: guai a mettere a repentaglio le prospettive delle famiglie di centinaia di lavoratori e soprattutto quelle dei nostri figli e nipoti che, nella frenesia di voler chiudere tutte le industrie, sono costretti a cercare fortuna all’estero”.

Il comitato afferma di condividere la linea espressa dalla sindaca Silvia Salis, che nei giorni scorsi ha parlato di “vocazione industriale e siderurgica” per Genova e Cornigliano: “Non vogliamo che Cornigliano diventi una grande RSA, abitata solo da pensionati. Vogliamo che i giovani abbiano la possibilità di rimanere ad abitare qui, creando nuove opportunità di lavoro”.

Punto centrale del messaggio è il rifiuto del paragone con il passato: “Bisogna smetterla con i pregiudizi e le falsità — affermano —. Quello di cui si discute oggi non ha nulla a che vedere con il ciclo a caldo di mezzo secolo fa. Nessuno vuole tornare indietro: ma perché non provare a capire, prima di dire ‘no’ a prescindere?”.

Il comitato sottolinea come le tecnologie siderurgiche più moderne abbiano fatto passi avanti significativi: “La scienza e l’innovazione rendono oggi possibile un modello industriale diverso, capace di garantire sviluppo e al tempo stesso rispetto per l’ambiente. Vigileremo affinché ogni ipotesi sia realmente compatibile con la salute nostra e dei nostri cari”.

Non solo: i promotori denunciano anche possibili interessi speculativi su quell’area: “Sulle aree dell’acciaieria si concentrano appetiti e interessi miliardari di grandi gruppi di diversi settori. C’è chi vorrebbe riempirle di container: ma siamo sicuri che sarebbe un’alternativa migliore? Basta chiedere agli abitanti di Voltri, Prà o Sampierdarena per capire che il disagio prodotto da porti e logistica può essere ben peggiore, in termini di rumore e qualità dell’aria, rispetto a un forno elettrico di ultima generazione”.

Il comitato annuncia anche una serie di iniziative pubbliche: incontri di approfondimento con esperti del settore, materiali divulgativi per contrastare la disinformazione e un lavoro di ascolto nel quartiere. Ma non rinuncia a chiedere compensazioni. “Cornigliano ha già dato, e molto. Se davvero le aree ex Ilva saranno troppo grandi per la sola siderurgia, chiediamo che una parte venga restituita alla città. Vogliamo un parco giochi per i bambini, aree verdi per gli anziani, e un centro sportivo con piscina per tutti”.

Un progetto, concludono, che guarda avanti: “Invece di piangersi addosso bisogna rimboccarsi le maniche. Noi siamo la Cornigliano che guarda al futuro. Convinti che lavoro, sviluppo e salute possano, e debbano, andare di pari passo”.

Nel frattempo, ieri pomeriggio, mercoledì 23 luglio, si è svolta l’assemblea pubblica presso il centro civico di viale Narisano, promossa, da Le Donne di Cornigliano, dove hanno partecipato oltre duecento persone che hanno condiviso preoccupazioni per ambiente, traffico e futuro del quartiere. “Uno dei problemi è che là, a Taranto, non hanno demolito gli altoforni. Ora si parla di sostituirli gradualmente con forni elettrici, anche in mezzo alle case. Questa è la ‘caramella’ promessa ai quartieri,  Cornigliano non può rivivere questo destino”, ha dichiarato durante l’incontro Patrizia Avagnina, storica voce del quartiere. 

Federico Antonopulo

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