Attualità - 19 agosto 2025, 08:00

Una rete idrica fragile: Genova tra guasti, investimenti e tre acquedotti storici

Dopo l’esplosione della tubatura a Staglieno, la sindaca Silvia Salis annuncia un confronto con Iren: “Serve una pianificazione a lungo termine”. Il sistema genovese si basa sull’interconnessione di tre storici acquedotti, ma la rete mostra sempre più i segni dell’età

Una rete idrica fragile: Genova tra guasti, investimenti e tre acquedotti storici

Bisogna mettere a punto un programma con Ireti. Tra pochi giorni incontrerò l'amministratore delegato di Iren, Gianluca Bufo, e con lui faremo un ragionamento che coinvolge vari settori, tra cui quello delle condotte dell’acqua. C'è già un piano di investimenti, andrà implementato”. Lo ha dichiarato la sindaca di Genova, Silvia Salis, durante il sopralluogo di domenica 17 agosto a Staglieno, nel punto in cui il giorno precedente era esplosa una tubatura di quaranta centimetri di diametro. L’incidente aveva provocato l’allagamento di via Bobbio e lasciato senz’acqua per diverse sette condomini della zona.

Il Comune di Genova è azionista di Iren e, come sottolineato dalla sindaca, questo deve “tornare a essere un’opportunità”. Quello avvenuto in Val Bisagno, infatti, non è un episodio isolato: la rete idrica cittadina si estende per circa 1.200 chilometri, cui si aggiungono altri 1.500 chilometri di condotte gestite da Ireti nella provincia.

Il sistema idrico genovese, inoltre, è particolarmente articolato: nasce dall’unione di tre storici acquedotti, De Ferrari- Galliera, Nicolay e Amga, che, interconnettendosi tra loro, permettono di attingere a fonti differenti e garantiscono comunque la continuità del servizio anche qualora una di queste dovesse temporaneamente venire meno. La vetustà della rete, insieme alle sollecitazioni causate dal traffico o ai lavori sul manto stradale, rappresenta però un fattore di rischio che può sfociare in guasti e, nei casi più gravi, in esplosioni come quella di sabato.

Salis ha inoltre chiarito che la rottura a Staglieno non è collegata ai cantieri in corso: “Dopo varie verifiche, i cantieri dei 4 Assi che incidono in quest’area non sono stati ritenuti responsabili di questo evento, che invece è legato alla vetustà delle condotte. Però c'è sicuramente un intreccio di situazioni che richiede una grande cura e, soprattutto, una pianificazione a lungo termine”. Una necessità resa evidente dalla frequenza con cui, negli ultimi anni, la città si è trovata a fronteggiare episodi analoghi. 

Tra i più gravi, quello della scorsa estate: un tubo esploso all’incrocio tra corso Sardegna e corso Torino aveva squarciato l’asfalto, allagato le strade, interrotto la viabilità (il tunnel era stato riaperto solo dopo settimane) e lasciato senz’acqua numerose abitazioni del quartiere e del levante, causando anche un blackout che aveva interessato gran parte del centro.

Dal canto suo, Iren ricorda che nel 2024 le perdite idriche sul territorio della città metropolitana si sono attestate al 26,8%, contro una media nazionale del 42% (dato Utilitalia). Il piano industriale dell’azienda prevede da qui al 2030 circa 180 milioni di euro di investimenti sule reti idriche dell'intera Città metropolitana.

Chiara Orsetti

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