Genova si risveglia dopo il torpore d’agosto e il ritorno in ufficio rischia di essere uno slalom tra cantieri, new jersey, semafori provvisori, corsie spostate. Non è una novità di quest’anno, occorre sottolinearlo, ma è comunque la realtà che, da lunedì, residenti e pendolari rischiano di trovare sulla loro strada.
Settembre potrebbe essere così un esercizio di incastri per chi deve tornare alla normalità dopo le vacanze: orari, scuole, turni, consegne e una viabilità che per qualche settimana funzionerà “a fisarmonica”.
Il quadro è chiaro: via della Superba è chiusa da venerdì 1 agosto e lo resterà fino al 31 gennaio per il cantiere del collegamento tra via Pionieri e Aviatori d’Italia (aeroporto) e strada ex Ilva.
A Levante e in centro, gli Assi di Forza entrano nella Fase 1 su via XXV Aprile/piazza Fontane Marose: un cantiere avviato il 5 agosto con una durata stimata di circa 60 giorni, quindi a cavallo tra settembre e inizio ottobre.
Ponente. La chiusura della Superba spezza un asse di scorrimento strategico. I flussi si ribilanciano su lungomare Canepa, via Siffredi e Guido Rossa. La mattina presto e il tardo pomeriggio tornano a essere gli snodi delicati, specie per convogli industriali e servizi. L’ordinanza comunale e le note di servizio indicano divieto di transito a veicoli e pedoni sul tratto tra l’ex posteggio Amiu/corniglianese e via Pionieri, con prescrizioni di sicurezza lungo il perimetro. Traduzione: possibili tempi più lunghi per attraversare il Ponente, soprattutto su svincoli e rotatorie.
Centro. Tra XXV Aprile e Fontane Marose il tema non è la distanza, ma l’attraversamento. Per realizzare la viabilità provvisoria si sono già introdotte deroghe e rotatorie temporanee. Nella Fase 1, la chiusura ai veicoli privati in XXV Aprile (salve alcune eccezioni) costringe a deviazioni e tempi da aggiornare. È qui che il rientro incontra pedoni, consegne, rider, turisti: in poche centinaia di metri si mescolano flussi che, di norma, tengono insieme la giornata della città.
Foce. Corso Buenos Aires/via Casaregis ha inaugurato una nuova fase a fine agosto: limite a 30 chilometri orari, corsia bus chiusa a tratti e fermate spostate (per esempio ‘Buenos Aires 2/Casaregis’ verso piazza Savonarola). Sono i restringimenti che da soli non bastano per fare notizia ma che, sommati, producono micro-ritardi seriali su linee dorsali e attraversamenti quotidiani.
Marassi/Ferraris. Tra via Giovanni De Prà e piazzale Atleti Azzurri d’Italia l’ordinanza comunale prevede lavorazioni a fasi con divieti, sensi alternati e restringimenti su segmenti variabili. Tradotto in chiave rientro: negli orari di punta i tempi di percorrenza aumentano, nelle giornate delle partite l’effetto si somma.
Cosa cambia nel trasporto pubblico? La chiusura di via XXV Aprile ha già costretto AMT a ricalibrare percorsi e fermate: tra le linee interessate ci sono 20, 34, 35, 35/, 36, 606, 618, 634, 635, 641, N1, N2, F2/ e Volabus. Un elenco in aggiornamento, nel passaggio alla piena routine di settembre è sensato aspettarsi assestamenti, soprattutto nei primi giorni feriali del mese.
Lunedì 15, inoltre, riaprono le scuole. È l’onda lunga che, più di altre, sposta gli orari della città: ingressi tra le 8 e le 9, uscite scaglionate, accompagnamenti che si intrecciano al TPL. Un motivo in più per organizzarsi. Le fasi degli Assi di Forza in centro e i restringimenti alla Foce cadranno a ridosso della “seconda partenza” settembrina.
Ma c’è anche spazio per una buona notizia. Con la fine di agosto, va in archivio anche la fase più acuta delle code agli imbarchi dei traghetti. A risolvere l’emergenza di metà mese ha aiutato il pacchetto di misure introdotto a metà agosto (varchi traghetti h24, stop ai mezzi pesanti verso Varco Albertazzi, uso flessibile dei piazzali) che resta attivo fino a metà settembre per gestire eventuali ondate residue. Il dato politico-amministrativo è che da settembre il tavolo tecnico anti-ingorghi diventa strutturale, con coordinamento stabile fra Autorità Portuale, Stazioni Marittime, Comune e forze dell’ordine. Anche perché, in caso contrario, il problema sarà sempre lì, pronto a riproporsi la prossima estate.






