Politica - 29 agosto 2025, 11:19

Ex Ilva, il comitato ‘No forno elettrico’ declina l’invito del ministro Urso: “Momenti formali privi di informazioni fondamentali”

“A Cornigliano mancano centraline di monitoraggio ambientale, lo ha confermato Arpal, precisando che non sono mai state ripristinate. È un vuoto gravissimo”

Le aree ex Ilva

Le aree ex Ilva

Il comitato ‘No forno elettrico’ ha declinato, senza tanti giri di parole, l’incontro con il ministro ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
Urso, lo ricordiamo, sarà a Genova martedì 2 settembre per una serie di incontri che vedranno al centro il destino delle aree ex Ilva e le prospettive di un ritorno della produzione a caldo a Cornigliano con l’ipotesi forno elettrico che sta dividendo la città da settimane (cliccando QUI il programma completo della giornata).

Riteniamo che un reale coinvolgimento dei cittadini non possa ridursi a momenti formali privi delle informazioni fondamentali - dicono dal comitato ‘No forno elettrico’ - senza dati tecnici, epidemiologici e ambientali adeguati, un confronto avrebbe soltanto l’effetto di simulare una partecipazione, senza consentire decisioni realmente consapevoli”.

Centrale è la questione sanitaria: “A Cornigliano, inoltre, da dopo la dismissione dell’impianto a caldo mancano centraline di monitoraggio ambientale: lo ha confermato Arpal, precisando che non sono mai state ripristinate. È un vuoto gravissimo, che priva cittadini e istituzioni di dati indispensabili per valutare l’impatto sanitario e ambientale di nuove attività industriali. Il quadro sanitario, già oggi, è preoccupante: al 2020 sono stati registrati eccessi di mortalità statisticamente significativi in nove quartieri genovesi, tra cui Cornigliano, pari a 293 decessi in più all’anno rispetto al valore atteso. Questi dati, pur non costituendo da soli una correlazione diretta, richiedono analisi approfondite e azioni preventive”.

A Genova non esiste alcun processo siderurgico da decarbonizzare, poiché non vi sono più altiforni o impianti analoghi - concludono dal comitato - l’eventuale costruzione di un forno elettrico equivarrebbe a riportare la città alla lavorazione a caldo dopo vent’anni dalla sua dismissione. Per queste ragioni non parteciperemo all’incontro del 2 settembre. La nostra posizione resta ferma: il dialogo con le istituzioni deve fondarsi su dati trasparenti, completi e indipendenti, nell’interesse della salute pubblica e del futuro di Genova”.

Pietro Zampedroni


Vuoi rimanere informato sulla politica di Genova e dire la tua?
Iscriviti al nostro servizio gratuito! Ecco come fare:
- aggiungere alla lista di contatti WhatsApp il numero 0039 348 0954317
- inviare un messaggio con il testo GENOVA
- la doppia spunta conferma la ricezione della richiesta.
I messaggi saranno inviati in modalità broadcast, quindi nessun iscritto potrà vedere i contatti altrui, il vostro anonimato è garantito rispetto a chiunque altro.
LaVocediGenova.it li utilizzerà solo per le finalità di questo servizio e non li condividerà con nessun altro.
Per disattivare il servizio, basta inviare in qualunque momento un messaggio WhatsApp con testo STOP GENOVA sempre al numero 0039 348 0954317.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A FEBBRAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU