Alla vigilia dell’inizio dell’anno scolastico, tornano di stretta attualità i dati sulla sicurezza degli edifici scolastici che mettono in evidenza una prima importante assenza già a partire dalla prima campanella: la sicurezza.
Un dossier nazionale curato da Tuttoscuola, basato su rilevazioni ufficiali del Ministero dell’Istruzione, ha evidenziato come solo il 9% delle scuole italiane sia in possesso di tutte le certificazioni previste dalla normativa. Un quadro critico che in Liguria, dove si torna a scuola il 15 settembre, assume contorni ancora più preoccupanti: appena il 4,7% degli edifici risulta completamente in regola.
Si tratta di 40 scuole su 859. Le altre, cioè oltre il 95% del totale, risultano prive di almeno una delle cinque certificazioni richieste per legge: il certificato di agibilità, il certificato di prevenzione incendi, l’omologazione della centrale termica, il piano di evacuazione e il Documento di Valutazione dei Rischi. In 40 casi, nessuna delle cinque certificazioni è presente. Cifre che collocano la Liguria tra le Regioni con i dati più allarmanti del Paese e, in particolare, all’ultimo posto tra quelle del Nord Italia.
A livello nazionale, la fotografia restituisce un sistema largamente fuori norma: più di 36 mila edifici scolastici su circa 40 mila non sono in regola con almeno uno dei cinque documenti richiesti, e quasi 3.600 non ne possiedono nemmeno uno. Un’emergenza strutturale e diffusa, che si aggrava nelle aree a maggiore vulnerabilità sismica e si concentra, in termini assoluti, soprattutto nelle regioni del Sud. Ma è il dato ligure, pur con una rete scolastica meno estesa, a far emergere una fragilità che non può più essere sottovalutata.
Dal Ministero arrivano segnali di rassicurazione, almeno a parole. Oltre 10 mila edifici scolastici sarebbero attualmente oggetto di interventi finanziati attraverso fondi del PNRR e risorse ordinarie, anche se l’impatto concreto di questi investimenti sarà visibile solo nei prossimi anni. Lo stesso dicastero ha sottolineato come la mancata pubblicazione delle certificazioni nell’anagrafe non implichi necessariamente la loro assenza, rimandando alle responsabilità degli enti locali in merito al caricamento e aggiornamento dei dati. Una spiegazione formale che tuttavia non cambia il quadro sostanziale: le scuole liguri e italiane continuano a non essere pienamente sicure.
E intanto si riparte senza che le famiglie abbiano accesso immediato a un dato semplice ma fondamentale: se l’edificio scolastico che ospita centinaia di bambini e ragazzi sia certificato, controllato, a norma. In troppi casi, la risposta è ancora no.






