Cellulari spenti, smartwatch ritirati e dispositivi elettronici banditi dai banchi: al Liceo “Luigi Lanfranconi” scatta il giro di vite. D’ora in poi, nessuno potrà più usare il telefono durante le lezioni, nemmeno per scopi didattici. La stretta arriva in linea con le direttive del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che richiede a tutte le scuole italiane di aggiornare i propri regolamenti interni e il patto di corresponsabilità educativa. L’obiettivo? Ridurre le distrazioni, migliorare l’apprendimento e tutelare il benessere degli studenti, alla luce di studi internazionali che mostrano i danni legati a un uso eccessivo degli schermi.
A comunicarlo è una circolare firmata dal dirigente scolastico Francesco Bertolini, indirizzata a docenti, personale ATA, famiglie e studenti.
Il divieto è assoluto: durante l’orario scolastico niente telefonini, né in chiamata né in ricezione, e la regola vale anche per gli smartwatch e i portatili personali. Chi proprio non può lasciare il cellulare a casa, dovrà spegnerlo e depositarlo negli appositi contenitori a tasche numerate presenti in ogni classe. In palestra e nei laboratori sono previsti porta-cellulari dedicati. La scuola precisa che non risponderà di eventuali smarrimenti o danni ai dispositivi, la cui custodia resta responsabilità degli studenti. Non mancano però le eccezioni: smartphone, pc o tablet personali saranno consentiti soltanto agli alunni con disabilità o con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), se previsti nel loro Piano Educativo Individualizzato (PEI) o nel Piano Didattico Personalizzato (PDP). In questi casi, i dispositivi non sono un ostacolo, ma un vero e proprio strumento di inclusione.






