Prosegue questo mercoledì, e andrà avanti per tutti i mercoledì successivi, il rapporto di collaborazione tra ‘La Voce di Genova’ e Disco Club, il celeberrimo negozio di musica di via San Vincenzo, tra i più antichi in tutta Italia e tra gli ultimi rimasti in attività a livello di impresa indipendente. Ogni settimana, nel ciclo ‘La parola a Disco Club’, Gian, Dario e i numerosi altri esperti di questo impagabile ‘covo’ di appassionati ci accompagneranno tra le ultime uscite, qualche curiosità, le ristampe e le chicche da non perdere. Buona lettura e buon ascolto!
Musica per tutti i gusti con grandi ritorni e ristampe che hanno fatto la storia.
Si parte da un nome unico nel panorama internazionale.
Sette anni dopo l’ultimo lavoro, David Byrne torna con Who is the Sky?, un album che riconferma l’indole sperimentale dell’ex Talking Heads. Byrne si veste da outsider visionario: le canzoni, leggere e giocose, sono dense di idee e compongono un mix di tradizione e invenzione.
Il risultato è un disco che affascina per la sua capacità di aprire nuove traiettorie sonore. Byrne continua a sorprendere, ricordandoci perché il suo nome rimane un punto di riferimento imprescindibile nel panorama musicale internazionale.
Un’atmosfera completamente diversa per i Big Thief, quartetto che ha saputo costruirsi negli anni un seguito affezionato grazie a quel mix tra folk e psichedelia che qualcuno ha definito “cosmic folk”. L’uscita del nuovo album, Double Infinity, è impreziosita dalla partecipazione di undici ospiti, tra cui il leggendario Laraji, figura centrale della New Age contemporanea.
Il disco invita a rallentare, a perdersi in atmosfere dilatate, con brani che si rivelano a poco a poco.
Con Purchase and Arrivals, Kurtis Harding firma forse il disco più convincente dai tempi del suo debutto. Qui l’artista abbraccia un suono neo-soul e neo-funk, ma con un approccio personale, capace di oscillare tra groove trascinanti e momenti di intimità vocale.
Un album che racconta la maturazione di un musicista che sembra aver trovato una nuova centralità artistica.
Il capitolo più “storico” della settimana arriva con la ristampa deluxe di No Place to Run degli UFO. Uscito nel 1980, fu l’album del passaggio di consegne: via Michael Schenker, dentro Paul Chapman. Un cambiamento accolto all’epoca con scetticismo, nonostante la produzione fosse affidata a un gigante come George Martin, lo stesso che aveva plasmato i Beatles.
Oggi, a distanza di 45 anni, No Place to Run si riscopre come un solido lavoro hard rock, capace di reggere il confronto con altri giganti del genere. La nuova edizione regala anche un documento live imperdibile: il concerto al Marquis di Londra del 1980, che cattura l’energia della band in una delle sue fasi più incandescenti.






