Il mercato del lavoro ligure mostra segnali positivi, ma le interpretazioni restano contrastanti. Secondo i dati diffusi dall’Istat, nel secondo trimestre 2025 gli occupati in Liguria sono cresciuti del 2,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, passando da circa 627mila a circa 640mila unità. Una ripresa ancora più evidente se si guarda al 2021, quando gli occupati erano 595mila: un balzo di 45mila in quattro anni.
“Si tratta di un dato estremamente significativo - commentano il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e l’assessore alle Politiche dell’occupazione Simona Ferro - che descrive per la Liguria un trend del tutto positivo su un tema cruciale come il lavoro. Osservando i dati sul lungo periodo si può constatare come i numeri, al di là di alcune oscillazioni, siano solidi e in ascesa, a riprova di un sistema economico in espansione: la crescita di circa 13 mila occupati rispetto al secondo trimestre dello scorso anno certifica come la nostra regione stia facendo meglio del Nord Ovest nel suo complesso”.
A trainare l’occupazione sono i servizi, con un incremento da 127mila a 146mila addetti in commercio, alberghi e ristoranti, e un aumento di 11mila dipendenti (da 90mila a 101mila). Bene anche l’occupazione femminile, salita da 274mila a 288mila unità.
Ma il quadro presenta anche ombre. “L’occupazione in Liguria ha un andamento altalenante tipico di un mercato del lavoro traballante. Infatti mentre nel secondo trimestre di quest’anno i dati sono lievemente positivi, nel primo trimestre c’è stata una pesante contrazione dell’occupazione. Se a questo tracollo si aggiunge la costante contrazione dell’occupazione nell'industria manifatturiera che nel secondo trimestre perde -10.822 occupati (-11,1%) le preoccupazioni aumentano - osserva Maurizio Calà, segretario generale Cgil Liguria - in questa regione o si comprende che il crollo dell’industria determinerà l’ingestibilità del mercato del lavoro e della condizione delle persone e ci si mette al riparo da questa decrescita o nei prossimi anni avremo grossi problemi di tenuta economica e sociale”.
Anche la Cisl, pur accogliendo con favore i dati, invita alla cautela. “Si tratta di un segnale importante per una regione che ha bisogno di rilanciare la propria identità economica e sociale. La crescita occupazionale del turismo e commercio evidenzia una capacità di tenuta e di adattamento del territorio” commenta Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria. Ma aggiunge: “Valutiamo con favore i segnali di crescita, ma richiamiamo l’attenzione su tre punti decisivi per la qualità e la stabilità dell’occupazione in Liguria. Contrasto al precariato, sicurezza sul lavoro, formazione e competenze: la trasformazione dell’economia ligure richiede investimenti seri in formazione continua e aggiornamento professionale, per non lasciare indietro nessuno. La crescita dell’occupazione è una buona notizia, ma solo con lavoro sicuro, stabile e qualificato la Liguria potrà costruire un futuro di sviluppo sostenibile e inclusivo”.






