Meraviglie e leggende di Genova - 28 settembre 2025, 08:00

Meraviglie e leggende di Genova - Quando si scendeva sottoterra per ascoltare la musica

Fino a poco più di dieci anni fa, Orlandini Dischi e il sottopasso Cadorna, erano il riferimento per cassette, cd, vinili e non solo. Prima di internet i biglietti per i concerti si compravano ‘in fondo a via XX’

Immagine via Facebook

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C’era un rituale, fino a poco più di una decina di anni fa, che accomunava centinaia di persone, più o meno giovani, amanti della musica: infilarsi nel sottopasso Cadorna, in fondo a via XX Settembre, e raggiungere Orlandini Dischi. 

Le vetrine del negozio erano affollate da ogni tipo di nuova uscita: musicassette, vinili, cd, ma anche videocassette e dvd, costruivano un caleidoscopio di colori ancor prima di invadere l’etere con questo o quel genere musicale.

Orlandini era un luogo dove lasciarsi incantare, sognare l’edizione deluxe della compilation dell’estate, acquistare la videocassetta del film che tanto aveva fatto sognare al cinema, scoprire i concerti degli artisti del momento, magari proprio in quel Palazzetto dello Sport che ha accolto i più grandi nomi della storia della musica.

L’attesa della serata live cominciava proprio davanti a quel bancone, mentre fuori il via vai di persone continuava incessante.

Non c’era streaming, non c’erano playlist digitali: c’erano scaffali da esplorare, titoli da cercare, e soprattutto persone con cui parlare.

Era un mondo parallelo, un sotterraneo dove si scendeva per lasciarsi travolgere dalla musica.

Tutto questo è stato cancellato dall’alluvione del 2011. Un fiume di fango che ha spazzato via un microcosmo magico che accoglieva Orlandini e tante altre attività commerciali.

Oggi, pensare al sottopasso Cadorna, dire Orlandini Dischi, pensare a quelle scale che sembravano condurre in un luogo suggestivo, vuol dire richiamare alla mente cassette, walkman e pile, i soldi risparmiati per acquistare i biglietti dei concerti, togliere il cellophane a un cd che sapeva di sogni di rock’n’roll.

Il sottopasso non esiste più, restano le tracce di quegli ingressi e la memoria di tante persone che ‘scendevano sottoterra’ per vivere l’emozione della musica, andandola a cercare come un tesoro prezioso.

Isabella Rizzitano

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