Dopo i numeri drammatici diffusi dal Comune sulla situazione economica in cui versa Amt, per un complessivo buco che oscilla tra i 71 e i 99 milioni di euro. arrivano le reazioni dei sindacati. Le sigle che rappresentano i lavoratori di AMT hanno diffuso una nota durissima in cui chiedono “trasparenza immediata sui conti e salvaguardia di stipendi e livelli occupazionali”.
Secondo i sindacati, la situazione che emerge “conferma quanto da tempo denunciavamo: i bilanci non reggevano e la narrazione di un’azienda in utile era priva di fondamento”. Per questo rivendicano l’apertura di un tavolo permanente con Comune, Regione e Città Metropolitana, al fine di affrontare congiuntamente la crisi e garantire la continuità del servizio.
“Non accetteremo che a pagare il prezzo di gestioni sbagliate siano i lavoratori e i cittadini - si legge nella nota - . AMT deve restare pubblica e servire la collettività, senza scorciatoie verso la privatizzazione né tagli al personale”.
Le organizzazioni sindacali sottolineano inoltre la necessità di proteggere i servizi: “Genova non può permettersi di ridurre le corse o di lasciare i quartieri più periferici senza collegamenti. La crisi va gestita con un piano industriale vero, non con soluzioni tampone”.
In vista dell’appuntamento del 22 ottobre davanti alla Corte dei Conti, i sindacati chiedono chiarezza sulle responsabilità di chi ha governato l’azienda negli ultimi anni: “La trasparenza non è un optional, ma la condizione minima per costruire un futuro credibile per AMT”.
La mobilitazione dei lavoratori resta alta: nei prossimi giorni verranno valutate iniziative di lotta e assemblee per aggiornare il personale sugli sviluppi della crisi.






