Anche Sinistra Universitaria ha portato la propria testimonianza durante il corteo della Cgil partito questa mattina dal Terminal Traghetti.
Studenti e studentesse delle scuole di ogni ordine hanno partecipato alla mobilitazione che ha attraversato la città ribadendo la propria contrarietà al genocidio palestinese in corso e chiedendo un intervento e una presa di posizione del Governo.
Presa di posizione che Sinistra Universitaria vorrebbe arrivasse anche dall’Università tutta apprendo il dibattito al mondo accademico.
“Quello che sta succedendo a Gaza è sotto gli occhi di tutti! Abbiamo visto i video, conosciuto i numeri, riempito le piazze. Di fronte all’immobilismo più totale della classe politica, uomini e donne, sotto il nome di Global Sumud Flottilla, hanno deciso di produrre un’azione concreta: attraversare il Mediterraneo per cercare di aprire un corridoio umanitario. Ma l’esercito israeliano non l’ha permesso, abbordando le navi e arrestando gli attivisti, violando ogni forma di diritto internazionale”, ha dichiarato Michele Ciulla della lista universitaria genovese.
Il rappresentante ha poi incalzato: “Questo esercito uccide i bambini che sono in fila per mangiare. Fa saltare in aria le ambulanze dei soccorritori per impedire la cura dei feriti. Ha isolato un’intera popolazione lasciandola sola al suo destino. E la Presidente del Consiglio riesce solo a dire che non spenderà nemmeno un centesimo per il rimpatrio degli attivisti italiani. È vergognoso!”.
Un passaggio è stato dedicato anche all’Università di Genova, accusata di non aver dato ascolto agli studenti: “Abbiamo presentato una mozione in Senato accademico per chiedere di sostenere apertamente la popolazione palestinese, di recidere ogni collaborazione con università israeliane e aziende coinvolte nel sostegno al genocidio. Non solo la mozione non è stata accolta, non è nemmeno stata discussa. L’ateneo ha approvato un documento vago, che invoca genericamente la pace senza mai nominare l’aggressore. E se hanno pensato che ci bastassero due righe imbarazzanti per farci stare zitti, si sbagliano di grosso”.
Ciulla ha ricordato la lettera aperta indirizzata al rettore, rimasta senza risposta, e ha chiuso l’intervento citando Antonio Gramsci: “Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. L’indifferenza è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti”.
Infine, un appello rivolto alla piazza e alla comunità studentesca: “Alla flottiglia, al popolo palestinese, a chi oggi è in piazza: non fermeranno il vento. Palestina libera!”.






