"I primi a scendere in piazza contro questo genocidio e a ribellarsi sono stati gli studenti. Mi sono sempre chiesta dove fossero i loro insegnanti, i loro genitori".
Lo ha detto la relatrice speciale delle Nazioni Unite, Francesca Albanese, incontrando questo pomeriggio gli studenti nell'atrio dell'università di Genova, in via Balbi 5, occupato dagli studenti da oltre una settimana.
"Se immaginiamo Gaza come la scena di un crimine, avrebbe le impronte digitali di tutti", ha aggiunto, sottolineando le responsabilità di tutti nella situazione palestinese. "I palestinesi stanno morendo di genocidio. Ed è questo genocidio che dobbiamo fermare. La negazione del genocidio è parte del genocidio stesso. L'occupazione dell'università, il blocco delle navi rappresenta la nostra bussola. E' un argomento divisivo? Si, divide chi il genocidio non lo vuole e chi lo vuole" ha detto Albanese.
"In questi spazi si deve produrre intelligenza - ha detto riferendosi alle università - altrimenti si continuerà a produrre analfabetismo funzionale in questo paese". Secondo Albanese sono tre i passi indispensabili da compiere: "La fine del genocidio oggi. La fine dell'occupazione permanente. La fine dell'apartheid ". L'incontro ha consentito agli studenti di rivolgere domande e riflessioni alla relatrice speciale delle Nazioni Unite che per oltre un'ora è stata con loro.






