Il Gruppo Consiliare del Partito Democratico a Genova ha espresso una ferma condanna nei confronti delle dichiarazioni rilasciate da esponenti di Lega e Fratelli d’Italia, accusati di strumentalizzare l’accordo di pace tra Israele e Palestina per fini propagandistici.
Secondo il PD genovese, si tratta di un tentativo squallido di screditare chi, in questi mesi, ha avuto il coraggio di schierarsi contro la carneficina in corso a Gaza, promuovendo iniziative di solidarietà e costruzione di coscienza pubblica.
La polemica nasce a seguito delle critiche rivolte a Silvia Salis, presidente del Consiglio comunale, per aver accolto in modo istituzionale Francesca Albanese, relatrice speciale dell’ONU sui territori palestinesi occupati. A distanza di pochi giorni, gli stessi esponenti della destra lodano figure come Donald Trump e insinuano che a sinistra ci sia chi “rosica” di fronte alla possibilità di una tregua. Per il Partito Democratico, questo atteggiamento rappresenta l’ennesima mistificazione, segnata da cinismo e incoerenza.
Il PD denuncia inoltre il tentativo di criminalizzare militanti, associazioni umanitarie e realtà della società civile che hanno sostenuto la missione della Global Sumud Flottilla, raccogliendo aiuti e promuovendo la pace. “Nessuno può gioire davanti alla morte e nessuno può arrogarsi il diritto di usare un dramma umanitario per guadagnare un titolo di giornale”, si legge nella nota del gruppo consiliare.
A prendere parola è Martina Caputo, capogruppo del Partito Democratico a Palazzo Tursi, che ribadisce il ruolo attivo della città: «Genova non è stata ferma. Ha scelto di stare, ancora una volta, dalla parte giusta della storia», dichiara Caputo. «Le parole della Sindaca Salis di ieri hanno rappresentato il sentimento autentico della nostra città, fatta di accoglienza, impegno e sensibilità umana. Il rispetto per chi lavora per la pace, ovunque, è un dovere. Non ci faremo trascinare nelle provocazioni», conclude la capogruppo.
Il Partito Democratico sottolinea l’urgenza di garantire il rispetto dell’accordo di pace da parte di tutti gli attori coinvolti, chiedendo la liberazione di tutti gli ostaggi, il riconoscimento dello Stato di Palestina e la fine dell’occupazione dei territori della Cisgiordania. Solo il percorso dei due popoli, due Stati, potrà garantire un futuro fondato sulla pace, la sicurezza e la dignità per israeliani e palestinesi.
Genova, città di memoria e impegno civile, continuerà a essere un punto di riferimento per chi crede nella pace e nella giustizia internazionale.






