Continua a crescere la mobilitazione studentesca che da oltre una settimana attraversa la città. Questa mattina, martedì 14 ottobre, anche il Liceo Colombo è stato occupato: striscioni, assemblee e lezioni autogestite hanno trasformato lo storico edificio del centro in un nuovo punto di riferimento del movimento.
La decisione è arrivata all’alba, quando decine di studenti e studentesse hanno deciso di bloccare l’ingresso dell’istituto e dichiararne l’occupazione, in segno di protesta contro “le politiche di guerra e il silenzio della scuola pubblica sui massacri in corso”, ma anche per rivendicare “una scuola che torni a essere spazio di pensiero critico e partecipazione”.
L’azione, come hanno spiegato, nasce in solidarietà con il popolo palestinese ma vuole aprire anche a una riflessione più ampia sull’istruzione, che chiedono sia forte nel prendere posizione contro le disuguaglianze e le violenze.
L’occupazione del liceo Colombo è solo l’ultima in ordine di tempo. Nel corso delle settimane sono stati diversi gli istituti occipiti da studenti e studentesse in segno di protesta.
Ieri era toccato all’istituto San Giorgio occupare la sede e contestare anche le posizioni del dirigente scolastico, Paolo Fasce.
In totale, nell’ultimo mese le scuole occupate sono state undici: il Klee (la succursale), il Calvino, il Vittorio Emanuele II–Ruffini, il Gobetti, il Nautico, il Fermi, il Lanfranconi (solo la palestra), L’Odero (occupazione lampo durata solo un giorno), L’Einaudi-Casaregis-Galilei, il Gastaldi-Abba e oggi anche il Colombo.






