Politica - 14 ottobre 2025, 19:16

Leonardo estromessa dagli sponsor del Festival della Scienza, assicurato un tavolo di confronto immediato tra il Comune, la Fondazione e gli organizzatori

Votato all’unanimità in consiglio comunale l’ordine del giorno presentato da Ilaria Cavo e sottoscritto dall’intera minoranza, con un’interruzione ulteriore dei lavori. Tassara: “Sanare la frattura grande senso di responsabilità”. Bordilli: “Grave il silenzio in questi venti giorni”

Leonardo estromessa dagli sponsor del Festival della Scienza, assicurato un tavolo di confronto immediato tra il Comune, la Fondazione e gli organizzatori

E’ stato approvato all’unanimità l’ordine del giorno presentato dal capogruppo di Noi Moderati, Ilaria Cavo, e sottoscritta dall'intera minoranza (Lega, Fratelli d'Italia, Vince Genova, Gruppo Misto, Forza Italia) e legata all'estromissione di Leonardo dalla programmazione del Festival della Scienza.

Il documento evidenzia che il Festival della Scienza è un evento culturale strategico di rilievo nazionale, che vede la Fondazione Leonardo come un soggetto che ha contribuito in modo significativo sia sul piano economico che culturale.

L'esclusione registrata di recente, si legge nella mozione, rischia di indebolire la "qualità e la pluralità degli interventi scientifici e culturali". Il Comune, in quanto "sostenitore e promotore," ha il dovere di vigilare per garantire una gestione "equilibrata e inclusiva".

La mozione impegna la Sindaca e la Giunta a tre azioni specifiche: esprimere una posizione ufficiale in merito all'estromissione, chiarendo le ragioni e le modalità della decisione; assicurare un tavolo di confronto immediato tra il Comune, la Fondazione Leonardo e gli organizzatori del festival, per trovare soluzioni condivise che permettano la piena partecipazione; garantire la trasparenza nella comunicazione delle decisioni relative alla programmazione.

La tensione in Sala Rossa è esplosa quando i consiglieri hanno affrontato le presunte motivazioni alla base dell'esclusione. Il consigliere Mascia ha citato come possibile causa il fatto che Leonardo è stata menzionata nei rapporti di Francesca Albanese per il Consiglio dei Diritti Umani ONU, definendola "complice del genocidio di Gaza" a causa della vendita di armi a Israele. La consigliera Tassara ha ribadito queste accuse, menzionando report internazionali, una denuncia alla Corte Penale Internazionale e il fatto che lo stesso Cingolani avrebbe ammesso pubblicamente che l'export di armi verso Israele è continuato dopo il 7 ottobre.

Quello che vorrei dire in questa dichiarazione di voto è che abbiamo a che fare con una sindaca che ha partecipato alle manifestazioni in piazza, ha colloquiato col Calp, ha partecipato alla messa insieme a Monsignor Tasca, ha partecipato con la fascia tricolore alla manifestazione del 31 di agosto, ha partecipato con la fascia tricolore al Music for Peace, ha partecipato alla raccolta fondi del cibo e nonostante ciò si è impegnata a creare un tavolo proprio per cercare di ricomporre questa frattura fra il Festival della Scienza e Leonardo. Per questa ragione, con un grande senso di responsabilità suo, ma naturalmente anche nostro, ci troviamo oggi a votare favorevolmente”.

Di fronte alle affermazioni di Tassara, i consiglieri di minoranza hanno sollevato una mozione d'ordine, chiedendo al Presidente di richiamare la consigliera ad assumersi la "grave responsabilità" di dichiarare in aula che “l’azienda Leonardo è complice di genocidio" basandosi su una denuncia.

Nonostante il fuoco incrociato sulle attività internazionali, la Fondazione è stata difesa vigorosamente dalla minoranza come un'eccellenza irrinunciabile. Il consigliere Piciocchi (Vince Genova) ha difeso la Fondazione come custode del "cuore della storia industriale dell'Italia," chiedendo all'Amministrazione di prendere immediatamente le distanze dalle accuse di essere "guerrafondaia".

Il consigliere Gandolfo (Fratelli d'Italia) ha ricordato che in campagna elettorale la Sindaca Salis aveva elogiato la Leonardo definendola un'"eccellenza della città che va valorizzata". L'estromissione è stata definita un "errore madornale" che priva il festival di un finanziamento "sicuramente ben accetto e benvenuto". Il sostegno alla riammissione è giunto anche da enti come la Camera di Commercio e Confindustria.

Il voto finale è stato favorevole alla mozione della minoranza, ma il risultato è stato subito stigmatizzato come un atto di mera convenienza politica. Diversi consiglieri hanno espresso dispiacere per il fatto che il voto favorevole della maggioranza sia avvenuto solo "per un atto di pragmatismo politico", definendola un'espressione "sintomatica di tutto".

La minoranza ha accusato l'Amministrazione di un grave ritardo nell'intervento. La consigliera Bordilli (Lega) ha criticato il "silenzio totale" della Giunta per 20 giorni e la mancata sottoscrizione di una nota congiunta rilasciata da Regione Liguria, Camera di Commercio e Università, sottolineando che il Comune avrebbe dovuto farsi "capofila per salvaguardare il festival". 

Il clima in aula è rimasto teso, caratterizzato da commenti fuori microfono, interruzioni e un acceso scambio sull'onorabilità dei consiglieri, che ha infine portato la presidente a sospendere la seduta per una riunione dei capigruppo.

Chiara Orsetti


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