Trecento tonnellate di aiuti umanitari destinate a Gaza sono bloccate nel porto di Genova. È quanto denuncia la ONG Music for Peace spiegando che il carico destinato alla popolazione gazawa è fermo e non riesce a ottenere l'autorizzazione alla partenza. L'organizzazione esprime profonda frustrazione per l'assenza di risposte chiare da parte delle autorità, nonostante le ripetute richieste formali e interrogazioni.
"Ci sono 300 tonnellate di aiuti umanitari destinati alla popolazione di Gaza ferme al porto di Genova. Nonostante interrogazioni e richieste formali, la risposta che si riceve è sempre la stessa: un generico richiamo al progetto Food for Gaza, che però non ha nulla a che vedere con la nostra iniziativa. La domanda è una sola e semplicissima: questi aiuti possono partire oppure no?", chiede apertamente la ONG.
Music for Peace ha voluto quindi chiarire le sue tre condizioni non negoziabili, poste a garanzia della tracciabilità e della corretta gestione del carico, nel rispetto del diritto internazionale umanitario.
Innanzitutto, la ONG esige l'integrità dei pacchi: i controlli doganali possono avvenire anche box per box, ma il contenuto del carico non deve essere alterato né sostituito. In secondo luogo, l'organizzazione insiste sulla consegna diretta: almeno due suoi rappresentanti devono entrare a Gaza per sottoscrivere gli atti di donazione e documentare l'avvenuta consegna, come previsto dalle norme internazionali. Infine, sul fronte del partner ricevente, il destinatario finale deve essere l'associazione locale di fiducia della ONG, o, in alternativa, la Caritas/Chiesa locale tramite il Patriarcato di Gerusalemme, il tutto sotto la supervisione del direttore operativo incaricato della tracciabilità e rendicontazione pubblica.





