Politica - 15 ottobre 2025, 15:53

Scontro in Consiglio regionale, Arboscello attacca: “Bucci come un despota, vuole zittire l’aula”

Il vicepresidente del Consiglio regionale denuncia gravi violazioni del regolamento e chiede un cambio di passo

Scontro in Consiglio regionale, Arboscello attacca: “Bucci come un despota, vuole zittire l’aula”

Tensione altissima in Consiglio regionale della Liguria dopo la seduta dedicata alla discussione sulla riforma della dirigenza regionale.

A intervenire con parole durissime è stato Roberto Arboscello, vicepresidente del Consiglio, che ha accusato il presidente della Giunta Giovanni Toti e il sindaco di Genova Marco Bucci di aver imposto una gestione autoritaria dell’aula, calpestando le regole democratiche e il ruolo dell’opposizione.

“Bucci, come un despota, pensa di poter trattare il Consiglio regionale come una sua proprietà privata e silenzia l’aula e la sua maggioranza. Ieri abbiamo assistito all’ennesima umiliazione del Consiglio regionale e dei suoi componenti, eletti democraticamente. Tutto quello che il giorno prima era stato detto durante la celebrazione dei 20 anni dello Statuto regionale è stato prontamente disatteso il giorno successivo. Ieri quello Statuto è stato calpestato: è stato messo il bavaglio a una discussione democratica solo per assecondare Bucci e una richiesta che non era ammissibile, perché contraria al regolamento.”

Secondo Arboscello, la decisione di contingentare la discussione in corso d’opera è stata imposta dalla Giunta per evitare il confronto sugli emendamenti presentati dall’opposizione. “La discussione sulla riforma della dirigenza regionale non poteva essere contingentata a seduta in corso, ma nonostante questo Bucci ha imposto alla sua maggioranza, e al presidente del Consiglio Balleari – che non è stato in grado di opporsi all’ordine impartito dal despota Bucci – di procedere comunque. Tutto questo pur di non discutere gli emendamenti presentati dall’opposizione - che volevano mettere a nudo l’impianto distorto di questa riforma - e ridurre all’osso il dibattito.”

Il vicepresidente ha poi sottolineato l’assenza di interventi da parte della maggioranza durante la lunga seduta: “Ieri, nella discussione generale durata 10 ore, è intervenuto un solo consigliere di maggioranza, mentre gli altri sono rimasti in silenzio fino alla fine, per poi apparire attaccando l'opposizione, ma senza sostenere il provvedimento. Possibile che nessuno avesse nulla da dire? Il motivo era chiaro: bisognava correre per approvare in tempi brevi una riforma che di fatto è illegittima e che porteremo in tutte le sedi per impugnarla, e di cui dovrà rispondere chi si è reso complice dell’approvazione.”

Arboscello ha espresso forte preoccupazione per la tenuta democratica dell’istituzione: “Come vicepresidente del Consiglio sono molto preoccupato della tenuta democratica dell’aula e dell’istituzione che rappresento. Un Consiglio regionale, con la sua assemblea legislativa, merita una sorte diversa rispetto a quella che sta vivendo con questa destra al comando. L’aula è il luogo dove si discute, ci si confronta, dove si decidono le linee guida per il futuro della Liguria e dei liguri.”

Infine, ha denunciato le pressioni esercitate durante la seduta e ribadito il suo impegno a difendere il regolamento: “Invece, per questa maggioranza e per la Giunta, i luoghi decisionali sono relegati alle stanze chiuse di piazza De Ferrari, tra pochi noti, senza alcuna discussione e confronto. Non è più possibile assistere a scene come quelle di ieri, con il presidente della Giunta e gli assessori che si rivolgono a Balleari chiedendogli di zittire i consiglieri. Una prevaricazione inaccettabile, che in un’aula democratica non può essere tollerata né accettata. Come vicepresidente del Consiglio mi auguro un immediato cambio di passo e che quanto accaduto non si ripeta più. Difenderò quel regolamento e quelle norme che Bucci vorrebbe stravolgere, per tutelare la pluralità del Consiglio.”


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