"Siamo in continua apprensione, la situazione è critica in tutti i siti siderurgici di Acciaierie d’Italia". A parlare è Paolo Olmari, rappresentante RSU Fim Cisl Liguria, dopo la convocazione ufficiale per il 28 ottobre a Palazzo Chigi tra Governo e parti sociali.
"La decisione unilaterale dell’azienda sulla Cassa Integrazione, senza nemmeno una convocazione sindacale, è inaccettabile", prosegue Olmari. "Non c’è più produzione negli stabilimenti, e le problematiche si aggravano anche sul fronte della vendita. Serve un cambio di rotta urgente: ci aspettiamo risposte concrete nell’incontro del 28".
A fargli eco è Christian Venzano, segretario generale di Fim Cisl Liguria: "Questa giornata di sciopero è stata una risposta forte alla strategia balbettante del Governo. I lavoratori non meritano più incertezza e immobilismo. Basta con la cassa integrazione decisa dall’alto: le relazioni sindacali vanno rispettate".
Venzano è chiaro: "Non accetteremo spezzatini, servono risorse ma anche un vero soggetto industriale, con competenze e solidità economica. Il Governo deve definire subito un piano industriale concreto e prendersi la responsabilità della transizione verso una siderurgia green, che tuteli insieme occupazione, salute e ambiente".
Fim Cisl Liguria si dice pronta al confronto, ma chiede risposte serie e immediate: "È finito il tempo delle parole. Ora servono i fatti".
PINASCO (UILM GENOVA): "SENZA ACCIAIO INDUSTRIA MANIFATTURIERA A RISCIO CONTRACCOLPI. PROCEDERE CON LA NAZIONALIZZAZIONE"
“Grazie alla nostra mobilitazione è arrivato l’incontro a Palazzo Chigi per le organizzazioni sindacali in lotta. Lo stato intervenga anche attraverso la nazionalizzazione delle nostre acciaierie, intervenga con una risposta forte per questa città e per tutti gli stabilimenti – dichiara Luigi Pinasco, segretario generale Uilm Genova - Per avviare un confronto proficuo sul futuro di ex Ilva, la Uilm Genova chiede serietà e responsabilità da parte di questo governo che parla di orgoglio nazionale ma non lo sostiene nei fatti. In questi anni solo i lavoratori hanno portato sulle spalle il peso degli errori dei governi che si sono succeduti e delle scelte industriali completamente sbagliate. Il governo parla di nazione e di unità, e allora si stringa davvero attorno ai lavoratori della fabbrica manifatturiera maggiormente rappresentativa del settore, un comparto che a cascata fornisce lavoro ad altri segmenti della nostra economia. Con la produzione di acciaio si crea un’autonomia di processi per tutto il settore industriale. Attendiamo un intervento che traghetti le acciaierie verso la transizione energetica, la decarbonizzazione e gli investimenti necessari per gli stabilimenti e il mantenimento e il rilancio dei livelli occupazionali per ripartire davvero. La siderurgia e i lavoratori sono le risorse più preziose del sistema industriale”.






