È in corso da stamattina alle 6 un presidio delle portinerie dello stabilimento ex Ilva di Taranto (Acciaierie d'Italia) da parte di delegati sindacali e lavoratori. Oggi è la giornata dello sciopero in tutto il gruppo indetto dalle sigle sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm per chiedere al Governo un diverso approccio alla vertenza, in piedi da circa 13 anni, e il rilancio dell'azienda attraverso l'intervento pubblico.
Proteste e presidi sono programmati anche negli stabilimenti di Genova, Novi Ligure e Racconigi. Anche se ieri sera il governo ha convocato tutte le sigle sindacali per il 28 ottobre alle 18 a Palazzo Chigi per un punto sulla situazione, e l'incontro con l'esecutivo rientrava nelle motivazioni dello sciopero, le sigle Fim, Fiom e Uilm hanno comunque confermato la protesta di oggi.
Per i sindacati, "la convocazione inviata a Fim Fiom Uilm per un incontro a Palazzo Chigi sulla vertenza ex Ilva e' un primo importante risultato ottenuto con la mobilitazione e le assemblee che si sono tenute in tutti i siti del gruppo con la partecipazione dei lavoratori di AdI, Ilva AS e dell'indotto".
Con lo sciopero, i sindacati chiedono "un progetto industriale che garantisca la realizzazione della decarbonizzazione della produzione, l'ambientalizzazione e il ripristino di luoghi di lavoro sicuri e dignitosi". E ancora: "L'intervento pubblico che garantisca tutta l'occupazione" e manifestano i sindacati "contrarietà ad una cassa integrazione senza una chiara prospettiva". Le sigle Fim, Fiom e Uilm chiedono poi "il mantenimento dell'integrità del gruppo, no allo spezzatino societario" e "l'apertura di un confronto che affronti la complessità delle questioni sociali e che individui un quadro di strumenti che diano risposte ai lavoratori per il pregresso e per il futuro".
Stefano Bonazzi, segretario generale Fiom CGIL Genova, afferma: "Oggi tutti gli stabilimenti d'Italia sono in sciopero: è un forte segnale che i lavoratori vogliono lanciare rispetto ad una situazione drammatica in tutti gli stabilimenti del Gruppo. A Taranto è attivo solo un forno con gravi conseguenze sul sito industriale genovese. L'ex Ilva non è mai stata così vicina alla chiusura. Con lo sciopero di oggi i lavoratori ribadiscono con forza e determinazione che non sono disponibili a perdere nemmeno un centesimo o un posto di lavoro. L'adesione del 100% dei lavoratori genovesi allo sciopero di oggi lo dimostra. Al Governo chiediamo di intervenire direttamente per dare un futuro alla siderurgia in questo paese".








