Attualità - 16 ottobre 2025, 08:00

Sestri Ponente, l'addio della libreria Mondadori. Sabato l'ultimo giorno: “Era diventata la casa di tanti sestresi”

Non si tratta di uno stop per crisi, ma della conseguenza diretta della chiusura di Giglio Bagnara, che a novembre terminerà la sua attività. “Sestri è un luogo dove ancora oggi si vive una dimensione umana e di comunità. Eravamo la libreria di quartiere" racconta la storica libraia Camilla Osemont

Dopo tredici anni di attività, chiude la libreria Mondadori di Sestri Ponente, uno dei luoghi più amati e frequentati del quartiere. Una chiusura che non nasce da difficoltà economiche, ma da una conseguenza indiretta della fine di Giglio Bagnara, lo storico negozio di via Sestri che il prossimo 15 novembre chiuderà definitivamente i battenti. Gli spazi della libreria, di proprietà della famiglia Bagnara, saranno messi in vendita e, di conseguenza, anche Mondadori dovrà chiudere le sue porte sabato 18 ottobre.

Una decisione che lascia l’amaro in bocca ai tanti sestresi che negli anni avevano trovato tra quegli scaffali un punto di incontro, di confronto e di affetto. La libreria era infatti sempre molto frequentata, anche grazie al calendario di presentazioni, incontri con gli autori e firmacopie organizzati con grande partecipazione.

A raccontare questi tredici anni è Camilla Osemont, la storica libraia del punto vendita, che ripercorre con emozione un’esperienza che va oltre il semplice lavoro: “Mi viene da dire dal cuore che questa era diventata la nostra casa, ma non la casa di noi libraie, la casa di molti sestresi. Tredici anni sono un tempo sufficiente a far sì che un bimbo nasca qui e oggi venga da solo a salutarti. Mi è successo ieri, con una ragazza che aveva le lacrime agli occhi sapendo della chiusura. Oggi di questi ritorni ne stiamo avendo tanti. Mi sento ricchissima di esperienze umane, di amicizie e di relazioni forti. Vado via con una passione ancora più grande per il mio lavoro, sono una delle persone fortunate che si svegliano la mattina senza il peso di andare a lavorare". 

L’attività, pur appartenendo al marchio Mondadori, era gestita in franchising  (e il titolare è Stefano Adami), aveva mantenuto un’identità indipendente, radicata nel territorio: “Quando si parla di Mondadori si pensa a una grande catena, ma la nostra era una libreria di quartiere. È importante dirlo: non chiudiamo per crisi o per mancanza di vendite. La chiusura è dovuta esclusivamente alla dismissione degli spazi da parte di Giglio Bagnara. Anche perché - spiega Osemont - uno non chiuderebbe certo in questo periodo, che è tra i più forti per il mercato editoriale". 

Per quanto riguarda il futuro, “io sarò ricollocata in un altro punto vendita, mentre le altre tre persone attuali dovranno necessariamente trovare altri ricollocamenti”, spiega la libraia.

Tredici anni di storia che hanno lasciato un segno profondo nella comunità. “Se penso a questi anni penso all’amicizia, tra colleghe e con le tante persone che sono entrate qui e che poi sono diventate amiche. I libri uniscono e possono essere fonte di intimità fra le persone”, racconta ancora Osemont.

E aggiunge, in conclusione: “Io non sono nata a Sestri, sono cresciuta in centro storico, ma qui ho trovato una dimensione più umana e di comunità. Sestri è un microcosmo: nonostante le difficoltà e i cambiamenti, qui c’è ancora partecipazione, associazionismo, la possibilità di incontrarsi. E la nostra libreria, affacciata su via Sestri, è sempre stata una luce accesa, una porta aperta sulla strada. Chiude un luogo, ma resta la comunità che abbiamo costruito insieme". 

Federico Antonopulo

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