"La situazione carceraria in Liguria è l'emblema della fotografia impietosa che inchioda alle loro responsabilità i partiti che oggi lamentano criticità". Il presidente del Consiglio regionale della Liguria, Stefano Balleari (FdI), interviene sul tema del sovraffollamento carcerario, difendendo l'azione del governo e criticando le scelte dei governi passati.
"Se abbiamo ereditato un problema di sovraffollamento, con relativo arrivo di detenuti riottosi da altre regioni, lo dobbiamo principalmente alle decisioni prese dall'ex ministro della Giustizia Andrea Orlando, oggi consigliere regionale. La scelta di chiudere il carcere di Savona, il Provveditorato regionale penitenziario di Genova e la Centrale operativa regionale della Polizia penitenziaria hanno messo in difficoltà l'intero sistema", manda a dire.
"Il ministro della Giustizia Nordio ha già avviato un piano serio e operativo che prevede oltre 3.000 nuovi posti detentivi tra nuove costruzioni e recuperi strutturali, incluse misure per ridurre il sovraffollamento come la revisione della custodia cautelare e il trasferimento dei detenuti stranieri nel Paese d'origine", incalza Balleari, che ricorda anche lo sforzo fatto sul fronte della polizia penitenziaria, dove con la conclusione del 185esimo corso allievi entreranno in servizio 2.060 nuovi agenti in tutta Italia. Di questi, 57 saranno destinati agli istituti penitenziari genovesi e del Tigullio.
Il governo, insomma, "sta mettendo in campo misure mai disposte da chi ha causato il problema: se i governi che ci hanno preceduto avessero prodotto, in dieci anni, almeno la metà dei provvedimenti attuati da questo governo in soli tre anni sul tema, staremmo parlando di una situazione ben diversa", chiosa Balleari.






