Attualità - 22 ottobre 2025, 11:16

Tartarughe marine, è record anche in Liguria: dodici nidi nel 2025, mai così tanti

Dati storici per la regione: la Caretta caretta nidifica sempre più a nord grazie al lavoro del Gruppo Ligure Tartarughe con Arpal, Acquario di Genova, Università e IZS. In Italia superata quota settecento nidi, il numero più alto mai registrato

Tartarughe marine, è record anche in Liguria: dodici nidi nel 2025, mai così tanti

È un anno da record per la tartaruga marina Caretta caretta, che nel 2025 ha raggiunto un nuovo traguardo storico con oltre 700 nidi censiti lungo le coste italiane, il numero più alto mai registrato. Ma la notizia più sorprendente arriva dalla Liguria, dove sono stati individuati 12 nidi, un dato senza precedenti che segna un deciso avanzamento verso nord dell’areale di nidificazione di questa specie.

Un risultato frutto del lavoro del Gruppo Ligure Tartarughe, nato dalla collaborazione tra Arpa Liguria, Acquario di Genova, Università di Genova e Istituto Zooprofilattico Sperimentale, che da anni monitora le spiagge regionali con attenzione crescente. Fino a pochi anni fa, la presenza della Caretta caretta in Liguria era considerata episodica; oggi, invece, la regione entra a pieno titolo nella mappa nazionale della nidificazione.

A livello nazionale, la Sicilia si conferma in testa con oltre 220 nidi, seguita da Calabria (180), Campania (114) e Puglia (circa 100). Ottimi anche i risultati di Toscana (37), Lazio e Sardegna (22 ciascuna). L’espansione delle deposizioni verso il Centro e il Nord Italia conferma un trend di crescita costante: dai 443 nidi del 2023 ai 601 del 2024, fino agli oltre 700 di quest’anno, con un incremento di oltre il 60% in due anni.

Il monitoraggio è coordinato dal progetto europeo Life Turtlenest, con capofila Legambiente e partner in Spagna e Francia, dedicato alla tutela dei siti di ovodeposizione attraverso azioni di ricerca, formazione e sensibilizzazione. L’obiettivo è quello di garantire alle tartarughe marine condizioni sempre più favorevoli per la riproduzione, grazie alla collaborazione tra scienza, istituzioni e cittadini.

Un segnale positivo per l’ecosistema marino e per la Liguria, che diventa così un nuovo avamposto della rinascita della Caretta caretta nel Mediterraneo occidentale.

Redazione

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