Attualità - 22 ottobre 2025, 18:46

Vandalizzarono palazzi storici, chiesto l'arresto per ventisei anarchici

Nel maggio del 2024 avevano partecipato alla manifestazione organizzata due giorni dopo lo sgombero dell'ex Latteria Occupata

Vandalizzarono palazzi storici, chiesto l'arresto per ventisei anarchici

La procura di Genova ha chiesto l'arresto di 26 anarchici che il 5 maggio 2024 avevano partecipato alla manifestazione organizzata due giorni dopo lo sgombero dell'ex Latteria Occupata. Durante il corteo si erano verificati momenti di tensione e alcuni manifestanti si erano riversati nelle vie del centro danneggiando abitazioni, negozi, autovetture - tra cui una della polizia - e diversi edifici storici del circuito dei Rolli, tra cui Palazzo Pallavicini Cambiaso, Palazzo Lomellino e Palazzo Spinola.
Colpiti anche Palazzo Rosso, Palazzo Bianco e Palazzo Tursi, oltre ad altri immobili tra via Cairoli, piazza Banchi e via San Lorenzo. I danni complessivi erano stati stimati in circa 98 mila euro.

La Digos aveva identificato 26 persone, accusate del reato di devastazione, che prevede pene da otto a quindici anni di carcere. Secondo la procura, la manifestazione aveva turbato l'ordine pubblico, con 17 chiamate arrivate al numero di emergenza 112 nel giro di poche ore. Il giudice per le indagini preliminari Giorgio Morando ha però respinto la richiesta di custodia cautelare, ritenendo che non sussistessero i presupposti per contestare la devastazione. Il gip ha richiamato la giurisprudenza della Cassazione, secondo cui il reato si configura solo in presenza di danneggiamenti estesi e indiscriminati tali da generare nella comunità un diffuso senso di paura e un concreto turbamento dell'ordine pubblico. Elementi che, secondo il giudice, in questo caso non sono emersi.

Nell'ordinanza, Morando cita anche i fatti del G8 di Genova del 2001, ritenendo che, a differenza di quanto accadde allora, le condotte contestate ai 26 anarchici non abbiano avuto la stessa portata distruttiva né la capacità di generare quel clima di terrore collettivo che caratterizza il reato di devastazione. La Procura ha impugnato la decisione del gip e ha presentato ricorso al tribunale del Riesame, che dovrà ora decidere se confermare o ribaltare l'ordinanza. In caso di nuovo rigetto, l'accusa potrà valutare un ulteriore ricorso in Cassazione.

Redazione La Voce di Genova

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