Politica - 24 ottobre 2025, 17:16

Beni confiscati, l’allarme del Comune di Genova: “Fondo regionale senza risorse, a rischio le assegnazioni alle associazioni”

L’assessore al Patrimonio Davide Patrone denuncia la mancanza di fondi nel bilancio regionale: “Senza copertura finanziaria impossibile acquisire nuovi immobili confiscati e destinarli a finalità sociali”

Beni confiscati, l’allarme del Comune di Genova: “Fondo regionale senza risorse, a rischio le assegnazioni alle associazioni”

Il Comune di Genova lancia l’allarme sulla gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. A denunciarlo è l’assessore al Patrimonio Davide Patrone, che parla di una situazione di “totale incertezza” per il futuro del fondo regionale dedicato alla riqualificazione e al riutilizzo sociale di questi immobili.
"Il fondo strutturale regionale, istituito con la legge 2/2024, è senza dotazione finanziaria – spiega Patrone –. Nonostante sia quasi fine anno, abbiamo la certezza che non saranno stanziate risorse per il 2025 e non abbiamo notizia di stanziamenti per il 2026”.
Un quadro che rischia di bloccare un processo virtuoso avviato da anni. Nel 2020 erano stati destinati, tramite bando, 500mila euro del Fondo strategico regionale al solo Comune di Genova; nel 2024, un nuovo bando da 600mila euro aveva garantito al capoluogo ligure 100mila euro per la riqualificazione di un immobile in via Vico, nel quartiere di Albaro.
"Genova – ricorda Patrone – è tra i Comuni che hanno procedure in corso presso l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Ma in assenza di copertura nel fondo regionale, non è possibile procedere alla richiesta di acquisizione nel civico patrimonio delle decine di immobili ancora da destinare, né avviare i futuri iter di assegnazione per finalità istituzionali e sociali”.
Attualmente nel capoluogo sono circa settanta gli immobili confiscati che hanno trovato una nuova vita, grazie alla collaborazione tra l’amministrazione comunale e le realtà del terzo settore. "Abbiamo tantissime associazioni ed enti no profit che cercano spazi – sottolinea l’assessore – ma la totale assenza di risorse rischia di bloccare tutto. Vogliamo che siano i territori a farsi portavoce delle istanze per il riutilizzo sociale, ma senza locali disponibili molte richieste resteranno inevase”.
Patrone ribadisce l’importanza simbolica e concreta di questi progetti: “La riqualificazione e la rivitalizzazione dei beni confiscati sono tasselli fondamentali e imprescindibili nella lotta alle mafie”.
L’assessore annuncia infine l’intenzione di chiedere un incontro con gli uffici regionali per fare chiarezza sui futuri finanziamenti. "Auspico che Regione Liguria possa al più presto provvedere – conclude – a destinare risorse reali al fondo previsto dalla legge approvata un anno e mezzo fa, così da consentire la pubblicazione di nuovi bandi per i Comuni”.

Redazione


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