Il Comitato Liberi Cittadini di Certosa torna a sollevare il caso dei cantieri RFI che da quattro anni affliggono il quartiere. Secondo l’associazione, i lavori, che vanno dalla demolizione e sostituzione dei ponti a Certosa al riallestimento del parco Campasso, sono stati gestiti senza considerare i residenti e con una comunicazione praticamente assente.
Solo nel luglio 2024, spiegano dal comitato, RFI avrebbe disposto a COCIV l’erogazione delle cosiddette “indennità di cantiere” per vibrazioni, polveri e rumore, senza prevedere alcuna forma di coinvolgimento reale dei cittadini e con criteri stabiliti unicamente dall’ente ferroviario. Le attività commerciali restano completamente escluse.
“I residenti devono compilare moduli e fornire documenti legati agli appartamenti, con la promessa di ricevere le somme entro due mesi - denuncia il presidente Enrico D’Agostino - ma dopo quattro mesi di inadempienza e con i lavori che proseguiranno fino al 2026, molti pensionati non vedranno nemmeno la gratifica natalizia. Cornuti e mazziati, mentre RFI incassa interessi sui 30 milioni stanziati”.
Il comitato ha più volte interessato Regione, parlamentari, consiglieri e Municipio, senza ottenere risposte concrete. Ora l’appello è diretto al viceministro Edoardo Rixi: “Dimostri che la legge è uguale per tutti, anche per RFI”. “Non molliamo - conclude D’Agostino - e uniti andiamo avanti per garantire sicurezza, rispetto delle norme e tutela dei cittadini”.






