La musica che ci gira intorno - 25 ottobre 2025, 08:00

La musica che ci gira intorno - Francesco Baccini torna con “Matilde Lorenzi”: una canzone per celebrare la vita

Il cantautore genovese ha pubblicato un nuovo brano che anticipa l’album in uscita nel 2026. Un omaggio alla giovane promessa dello sci scomparsa a 19 anni, trasformato in un inno alla libertà e alla passione. “Più vivo lontano e più mi sento genovese”

‘La musica che ci gira intorno’ è il format de ‘La Voce di Genova’ dedicato alla scoperta e alla valorizzazione della scena musicale ligure, con un focus su artisti locali, eventi, nuovi talenti e le tradizioni sonore della nostra regione. Ogni settimana la musica sarà protagonista, in ogni sua forma e da ogni punto di vista. Qui troverai interviste agli artisti, le nuove uscite discografiche, gli appuntamenti per vedere concerti ed esibizioni live e spazio a chi, con la musica, ci lavora: dai produttori ai fonici, dai musicisti ai gestori di locali, teatri e spazi dove è possibile far sentire la propria voce.

Con la sua voce calda e riconoscibile, Francesco Baccini torna a emozionare il pubblico con un brano intenso e pieno di umanità. Matilde Lorenzi, uscito il 24 ottobre per Azzurra Music, è il primo singolo che anticipa il nuovo album previsto per il 2026 e segna il ritorno discografico di uno dei cantautori più originali della musica italiana.

La canzone è dedicata a Matilde Lorenzi, giovane promessa dello sci azzurro scomparsa a soli 19 anni in un tragico incidente durante un allenamento in Val Senales. Eppure Matilde Lorenzi non è un brano triste: è una ballata luminosa, orchestrale, che racconta la vita attraverso la leggerezza e il coraggio di chi la affronta fino in fondo.

“Ero rimasto molto colpito dalla notizia della sua scomparsa - racconta Baccini -. Non ero neanche sicuro che ne avrei scritto un pezzo, ma quando mi sono messo al pianoforte le parole e la musica sono uscite da sole. Non volevo una canzone commemorativa: Matilde viveva al cento per cento la sua passione, e volevo celebrarne la libertà e la gioia di vivere”.

Il brano, costruito su un arrangiamento ampio e orchestrale, racconta senza retorica una giovane vita spezzata, ma ancora capace di irradiarsi nella memoria collettiva come un sole che non si spegne. “Mi piace pensare che le canzoni prolunghino la vita di chi non c’è più - spiega -. Noi passiamo, ma la musica resta. Con Matilde Lorenzi ho voluto dare un po’ di vita in più a una ragazza che ne aveva ancora tanta davanti”.

Il singolo segna anche il ritorno discografico di Baccini, che non pubblica un album di inediti dal 2007. “Non avevo intenzione di fare un disco nuovo, perché non avevo niente da dire - ammette -. E quando non hai niente da dire, è meglio tacere. De André insegnava che per scrivere serve tempo. Ora invece sento di avere qualcosa da raccontare, e non vedo l’ora che il disco esca”.

Nel frattempo, il cantautore genovese non è rimasto fermo: nel 2011 ha pubblicato Baccini canta Tenco, che gli è valso la Targa Tenco come miglior interprete, e nel 2017 ha inciso con Sergio Caputo l’album swing Chewing Gum Blues. Negli ultimi anni ha anche rielaborato i suoi brani storici in chiave acustica con il quartetto d’archi genovese Alteram Quartete il chitarrista Michele Cusato, esplorando nuove forme espressive senza mai rinunciare alla sua vena ironica e poetica.

Classe 1960, Francesco Baccini nasce e cresce a Genova. Studia pianoforte fin da bambino, con una formazione classica, ma la sua vita cambia durante un lungo periodo di convalescenza dovuto a un problema all’anca: costretto a letto, scopre la musica leggera e inizia a scrivere le sue prime canzoni. Dopo aver lavorato per anni al porto, decide di lasciare tutto e trasferirsi a Milano per inseguire la musica.

Il suo album d’esordio Cartoons (1989) lo impone subito come una delle voci più nuove e brillanti della canzone d’autore, vincendo la Targa Tenco come miglior opera prima e il premio rivelazione a Saint Vincent. Seguono Il pianoforte non è il mio forte e Nomi e cognomi, con cui conquista il grande pubblico grazie a brani come Le donne di Modena e Sotto questo sole (insieme ai Ladri di Biciclette, vincitore del Festivalbar 1990).

Nel corso della sua carriera collabora con artisti come Fabrizio De André, con cui incide Genova Blues, Lucio Dalla, Enzo Jannacci, Angelo Branduardi e Giorgio Conte, confermando un percorso artistico eclettico e coerente, capace di attraversare generi e registri diversi senza perdere autenticità.

Nel dialogo, Baccini non nasconde il legame profondo e conflittuale con la sua città: “Genova è difficile, scomoda, ma piena di musica. Se non fossi nato lì, forse non avrei fatto il cantautore. È una città che ti costringe a scegliere. Io sono scappato, ma continuo a parlarne ogni giorno. Più sono lontano e più mi sento genovese. Forse sono un genovese da esportazione”.

Sulla celebre “scuola genovese”, il cantautore riflette con affetto e lucidità: “Non credo si tratti solo di eredità, ma di un modo di guardare il mondo. Finché ci saranno persone che scrivono per dire qualcosa di vero, quella scuola continuerà a vivere”.

Con Matilde Lorenzi, Francesco Baccini conferma la sua capacità di unire poesia e immediatezza, restituendo alla canzone d’autore italiana quella sincerità che nasce solo dall’urgenza di comunicare.

Isabella Rizzitano e Chiara Orsetti

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