Attualità - 31 ottobre 2025, 09:05

Inquinamento portuale, cittadini e istituzioni a confronto: la Rete di San Teodoro chiede azioni concrete per tutelare la salute

All’Osservatorio Ambiente e Salute del Comune di Genova presentata una nota con richieste precise a Comune, Regione, ASL, ARPAL, Autorità Portuale e Armatori. “Positiva la volontà di intervenire, ma ora servono misure operative entro dicembre”

Inquinamento portuale, cittadini e istituzioni a confronto: la Rete di San Teodoro chiede azioni concrete per tutelare la salute

Era un confronto atteso da tempo quello che si è svolto ieri sera nella sede dell’Osservatorio Ambiente e Salute del Comune di Genova, dedicato al tema “Inquinamento area portuale e centro città”.
Alla riunione, che ha visto la partecipazione di numerosi enti e amministrazioni competenti, hanno preso parte anche i rappresentanti della Rete Associazioni san Teodoro, portando la voce delle comunità più esposte alle emissioni navali e alle ricadute ambientali.

“La nostra Rete - spiegano - ha presentato una nota relativa agli interventi che sollecitiamo ai diversi e numerosi Enti competenti, tutti presenti all’incontro”, evidenziando la necessità di passare dalle analisi alle azioni.

Le richieste e le necessità sono state tutte riassunte in un documento in cui vengono elencati punti necessari a contenere l’inquinamento atmosferico e acustico prodotto dalle attività portuali, per potenziare il monitoraggio sanitario e per migliorare la qualità della vita dei cittadini che vivono a ridosso delle banchine.

Nel corso della riunione, la Rete ha espresso apprezzamento per il clima di ascolto e per la “positiva impostazione dei lavori”, sottolineando “la forte volontà di intervenire sui problemi da parte delle Assessore Pericu e Lodi e dell’Assessore Robotti”. Una novità importante è arrivata anche da ASL 3, che ha manifestato l’intenzione di partecipare attivamente ai prossimi lavori dell’Osservatorio dopo una lunga assenza dai tavoli sul tema ambientale.

Il percorso, tuttavia, è solo all’inizio. 

Il prossimo 1° dicembre è previsto il secondo incontro, durante il quale i diversi enti saranno chiamati a presentare proposte operative e misure di miglioramento. In quell’occasione, i comitati si augurano che al tavolo siedano anche gli armatori, finora grandi assenti nel dibattito: “Ci auguriamo che in quella sede si esprimano anche i rappresentanti degli Armatori, i cui impegni e assunzioni di responsabilità sono essenziali per raggiungere i risultati di miglioramento dell’ambiente e tutela della nostra salute per cui tutte e tutti ci stiamo impegnando da anni”, hanno aggiunto.

LE RICHIESTE DELLA RETE

La nota della Rete si apre con una constatazione: “Consapevoli della complessità dei problemi e della pluralità di Enti interessati, dopo due anni di iniziative dirette ad affrontare il problema dell’inquinamento da fumi delle navi nel Porto di Genova e delle ricadute nel quartiere di San Teodoro, abbiamo predisposto una sintesi delle richieste prioritarie da rivolgere agli Enti competenti”.

Tra le richieste al Comune di Genova, spiccano l’istituzione di un tavolo permanente tra istituzioni, enti e cittadini “in grado di promuovere e coordinare le attività di prevenzione e di pronta risposta” a situazioni di inquinamento ambientale e acustico causato da traghetti, cargo e navi da crociera. La Rete chiede inoltre di “definire con urgenza un piano di interventi per evitare gli ingorghi tra via Buozzi e San Benigno”, segnalando i disagi registrati lo scorso agosto.

Alla Regione Liguria si chiede di includere nel nuovo Piano regionale di risanamento e tutela dell’aria misure mirate alla riduzione del traffico privato e alla promozione del trasporto pubblico, di finanziare un’indagine epidemiologica sullo stato di salute dei cittadini esposti all’inquinamento portuale e di dare attuazione alla convenzione con ARPAL per nuove campagne di monitoraggio atmosferico.

La Capitaneria di Porto è sollecitata a potenziare la sorveglianza sulle emissioni e sul rispetto del Genoa Blue Agreement, mentre l’Autorità di Sistema Portuale è chiamata a fornire un cronoprogramma dettagliato sull’elettrificazione delle banchine, a definire i criteri tariffari del cold ironing e a incentivare il rinnovo della flotta più vetusta. “Occorre attivare nuove centraline di monitoraggio e un sistema di videosorveglianza - si legge nella nota - per controllare costantemente le emissioni delle navi in manovra o in sosta”.

L’ARPAL dovrebbe pubblicare un bollettino giornaliero sulla qualità dell’aria con focus specifico sull’inquinamento portuale, mentre l’ASL 3 è invitata ad assumere “la qualità dell’aria come priorità ed emergenza sanitaria”, coinvolgendo i medici di base e i pediatri come “sentinelle” del territorio per monitorare patologie respiratorie e allergiche correlate all’inquinamento.

Infine, un appello diretto agli Armatori e alle Compagnie: accelerare il rinnovo della flotta, rispettare l’obbligo di utilizzare gasolio a basso tenore di zolfo, ridurre al minimo le emissioni durante le manovre portuali e “mantenere efficienti i motori e i sistemi di trattamento dei fumi”.

I.R.

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