Attualità - 31 ottobre 2025, 17:44

La bellezza dell’infinito passa dagli “Infiniti intrecci”

A Palazzo Ducale, nell’ambito del Festival della Scienza, una mostra esperienziale che unisce CNR, Università di Genova, Chapman University e Fosforo Scienza. Un percorso dedicato alla memoria di Giovanni Filocamo

Cosa hanno in comune Giacomo Leopardi, Piero della Francesca e Georg Cantor?

Apparentemente nulla, ma a ben guardare, tutti e tre hanno affrontato il concetto di ‘Infinito’, che è al centro della mostra esperienziale ‘Infiniti Intrecci’, allestita alla Loggia degli Abati di Palazzo Ducale e inserita nell’ambito del Festival della Scienza.

Una mostra nata dalla collaborazione tra il Dipartimento di Matematica dell’Università di Genova, il CNR – Unità Relazioni con il Pubblico e Comunicazione Integrata, Fosforo Scienza e la Chapman University.
Un progetto di respiro internazionale che vuole essere un omaggio alla mente curiosa e appassionata di Giovanni Filocamo, figura centrale della divulgazione scientifica e del Festival della Scienza, a cui la mostra è dedicata.

È una mostra di matematica - spiega Giuseppe Rosolini, matematico dell’Università di Genova - nata da un’idea di Marco Panza, Daniele Struppa e mia, ispirata a un libro sulle tre infinità in matematica. L’opera, in uscita per Springer, racconta tre modi in cui nei secoli i matematici hanno provato ad avvicinarsi al concetto di infinito. Qui li rappresentiamo nel modo più visivo possibile, per far sperimentare al pubblico come si possa intuire qualcosa di così astratto e complesso”.

Un viaggio che parte dalle idee di prospettiva dei pittori: “Sono stati gli artisti a immaginare concetti che poi i matematici hanno tradotto in formule”, ricorda Rosolini  per arrivare alle geometrie proiettive, ai paradossi del movimento che hanno ispirato l’analisi infinitesimale, fino al “paradiso di Cantor”, dove gli infiniti si moltiplicano all’infinito.

La mostra invita a vivere la matematica con tutti i sensi. “Il modo più semplice per capire la matematica - continua Rosolini - è usare vista, tatto, udito. Qui il pubblico può ascoltare, toccare, osservare: passare da una sensazione reale a un’intuizione della mente. È una creazione bellissima, costruita in duemila anni di pensiero umano”.

Tra gli exhibit più suggestivi, due linee parallele lunghe venticinque metri tracciate sul pavimento: “È impressionante - continua il matematico - perché quando ti accovacci e le osservi da un’estremità, sembra davvero di vedere l’infinito. È la dimostrazione concreta di come l’astrazione possa farsi esperienza visiva”.

Alla base del progetto c’è una rete di collaborazione che unisce scienza, didattica e creatività. Come spiega Luca Balletti, dell’Unità Relazioni con il Pubblico e Comunicazione Integrata del CNR: “La mostra nasce da anni di lavoro comune tra il Dipartimento di Matematica, Fosforo Scienza e il CNR. Abbiamo una falegnameria scientifica che realizza exhibit e oggetti interattivi, alcuni dei quali sono esposti proprio qui. Da questa sinergia è nato anche un corso universitario di divulgazione della matematica, dove gli studenti imparano non solo a insegnarla, ma a comunicarla”.

Un approccio multidisciplinare che mescola linguaggi e suggestioni. “In ‘Infiniti intrecci’ - conclude Balletti - si parla di concetti matematici complessi attraverso l’arte e la letteratura: basti pensare alle stampe dell’Infinito di Leopardi che accompagnano il percorso. È questo il senso della mostra: mostrare che la matematica non è mai isolata, ma intrecciata con la cultura, la storia e la bellezza del pensiero umano”.


 

Isabella Rizzitano

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