Il progetto del tunnel subportuale entra definitivamente nella fase operativa. Già a novembre, con la consegna dell'area dei giardini Coco, inizieranno le prime attività del cantiere. È quanto emerso dall'assemblea pubblica e dalla seconda commissione municipale congiunta, tenutasi presso la sede dell’ACI di Genova, un momento cruciale di confronto sull’opera destinata a alleggerire il traffico sulla Sopraelevata e a ridefinire l'assetto urbano.
All'incontro hanno partecipato figure chiave come l’assessora all’Urbanistica e al Verde Francesca Coppola, l’architetto Mattia Cipriani del Renzo Piano Building Workshop e l’ingegner Alberto Selleri, direttore del progetto per Autostrade per l’Italia. Presenti anche i vertici dei Municipi Centro Est e Medio Levante, Simona Cosso e Anna Palmieri, e il direttore dell’ACI Genova, Raffaele Riello.
In apertura, l'assessora all'Urbanistica e al Verde Urbano Francesca Coppola ha sottolineato che "Il progetto del tunnel subportuale verrà di volta in volta portato in Consulta del Verde perché l’intenzione dell’Amministrazione è quella di trovare i margini migliori per migliorarlo e intervenire ovunque si aprano spiragli, pur trattandosi di un’opera su cui oggi il Comune non può apportare modifiche dirette, perché in mano alla struttura commissariale e al Ministero. Dove potremo intervenire lo faremo, in collaborazione con l’Ufficio del Verde e con Aster, per fare in modo che questo progetto possa rappresentare un’occasione di valorizzazione e rigenerazione per i Giardini Coco".
L'ingegner Selleri ha illustrato la tabella di marcia, confermando che il tunnel, lungo complessivamente 3,4 chilometri, richiede ben 80 mesi di lavori, equivalenti a poco meno di sette anni. La conclusione è prevista tra la fine del 2029 e il 2030.
Dopo l'avvio di novembre, la prima fase dei lavori preparatori nella zona Foce - dove è prevista l’uscita nei pressi dei giardini Coco - includerà la bonifica bellica, verifiche archeologiche vicino alle mura delle Cappuccine e opere di protezione del contrafforte storico. Solo verso la fine del 2027 è prevista la costruzione del grande pozzo di scavo.
Nel frattempo, la talpa partirà da San Benigno per scavare la prima galleria. L’arrivo alla Foce è stimato per la fine del 2028. Dopo lo smontaggio e il riposizionamento, la talpa inizierà a realizzare la seconda canna nel 2029. Gli ultimi 15 mesi saranno dedicati alla chiusura della galleria artificiale sotto corso Aurelio Saffi, alla realizzazione dei raccordi con viale Brigate Partigiane e al rifacimento delle aiuole centrali tra via Maddaloni e via Diaz.
Lo sbocco del tunnel richiederà il taglio di 67 alberi nell'area dei giardini Coco, di cui 48 subito. L’architetto Cipriani ha però rassicurato che ne verranno messi a dimora circa 80, garantendo un "saldo positivo".
Il progetto Piano Building Workshop mira a trasformare i giardini Coco, oggi descritti come "non proprio vissuti", rendendoli più accessibili e meno "chiusi". Si prevede l'inserimento di un terzo bastione per mascherare le gallerie e ricavare una nuova terrazza pubblica. Verrà alleggerita la densità vegetazionale che "non lascia quasi passare la luce del sole", e verrà mantenuta la lettura delle mura storiche, oggi soffocata.
Contrariamente alle ipotesi iniziali, le aiuole storiche lungo corso Aurelio Saffi resteranno al loro posto, essendo state richieste dalla Soprintendenza, tranne nel punto esatto in cui il tunnel affiorerà.
Il tema della viabilità è risultato essere il "punto più discusso". L'attuale disegno prevede tre corsie d’ingresso al tunnel (due da nord su viale Brigate Partigiane e una da sud) e uscite che piegano verso il mare.
Questa soluzione è stata studiata considerando il tunnel come sostituto della Sopraelevata, e non come semplice alternativa. Di conseguenza, il progetto prevede l’eliminazione dei parcheggi lungo le aiuole per ricavare un percorso ciclo-pedonale. Questa decisione ha incontrato la netta opposizione del Municipio Medio Levante, che considera i posti auto essenziali in un quartiere che ospiterà il polo sportivo e fieristico. Autostrade ha risposto che il progetto recepisce le indicazioni ricevute e che eventuali correzioni saranno possibili solo in caso di un cambio di indirizzo politico da parte del Comune.
Nonostante i disagi siano ritenuti inevitabili durante i sette anni di lavori, è stato assicurato che verranno adottate tecniche specifiche per mantenere sempre almeno una corsia per senso di marcia su corso Aurelio Saffi.
L’assessora Coppola ha ribadito che, essendo il progetto ormai in fase esecutiva e inserito nel PUC/Paur, il Comune può soltanto recepire le istanze.
Resta aperta la "questione più politica" sulla sorte della Sopraelevata. Sebbene l'assetto progettuale sottoposto al Paur sia stato sviluppato con la prospettiva di una Genova senza Sopraelevata, gli amministratori hanno rinviato la decisione finale su cosa farne al momento in cui il collegamento sotterraneo sarà davvero funzionante.
Le preoccupazioni espresse da cittadini e municipi riguardano l'impatto del cantiere sul verde, la viabilità e il valore degli immobili limitrofi, con richieste specifiche di essere coinvolti "passo dopo passo". Le istituzioni, garantendo un "dialogo aperto", si sono impegnate a vigilare sugli interventi e a proseguire nel percorso di trasparenza e ascolto.







