Attualità - 14 novembre 2025, 14:08

Carlo Felice, sciopero dello Snater alla prima di Cavalleria rusticana: coro ridotto

Tensioni tra sindacato e Fondazione su stipendi e bilancio. Possibili ripercussioni sulla rappresentazione

Carlo Felice, sciopero dello Snater alla prima di Cavalleria rusticana: coro ridotto

Andrà in scena in un clima teso la prima di Cavalleria Rusticana questa sera al Carlo Felice per via dello sciopero indetto dallo Snater, il sindacato che da tempo mantiene lo stato di agitazione per una vertenza ereditata dalla precedente gestione e ancora senza soluzione.

Lo Snater ha annunciato un’astensione dal lavoro destinata a ripercuotersi sulle voci: l’opera andrà in scena, ma con il coro a ranghi ridotti. Una scelta destinata a incidere su diversi momenti chiave della partitura mascagnana, come il coro iniziale, l’entrata di Alfio, la preghiera pasquale e il brindisi dopo la messa. Nel pomeriggio è previsto anche un volantinaggio davanti al teatro.

In una nota, il sindacato denuncia condizioni economiche ormai insostenibili: “I lavoratori della Fondazione Teatro Carlo Felice hanno gli stipendi più bassi in Italia” si legge nel comunicato, che punta il dito anche contro il nuovo quadro finanziario: “Alla luce della riunione con il sovrintendente Michele Galli si conferma uno scostamento di bilancio di circa 2 milioni di euro rispetto al previsionale 2025, dovuto a entrate inesistenti o gonfiate e spese non trasparenti e incontrollate di cui, a quanto pare, il CdI non si era accorto”.

Il sindacato accusa inoltre la direzione di non voler individuare le responsabilità del deficit, scaricando le conseguenze sui lavoratori che, sottolineano, “non hanno visto alcun aumento salariale, eccetto i circa quaranta euro netti del rinnovo del CCNL dopo vent’anni di attesa”.

La protesta riguarda anche la mancanza di un dialogo stabile con la Fondazione e le incertezze sul futuro economico dell’istituzione lirica. “Chiedevamo una dichiarazione scritta che impegnasse il sovrintendente a discutere da gennaio il problema salariale, con una calendarizzazione degli incontri, come previsto nel verbale di luglio - afferma un rappresentante sindacale -. Il sovrintendente si rifiuta di firmare questo documento, in contrasto con le parole della sindaca Salis, che aveva detto che, una volta risolta la questione dei due milioni e chiuso il preconsuntivo 2025, si sarebbe potuto affrontare il tema delle retribuzioni”.


 

Redazione

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