Prossimamente a Genova un workshop per scoprire, divertendosi, le nostre zone d'ombra
Temiamo di essere troppo aggressivi? Troppo "cattivi" oppure troppo remissivi? Oppure pensiamo di essere avari o stupidamente generosi? Ci sono vissuti psichici che spesso teniamo a distanza perché percepiti come dolorosi o pericolosi.
Nei prossimi giorni - il 14 dicembre, il 18 gennaio e il 1° febbraio - tre incontri presso il Luzzati Lab (Teatro della Tosse) offrono ai partecipanti l'opportunità di lavorare con il corpo e di maneggiare questo sentire, entrando in contatto con i nostri stati interni. Partendo da un corpo che si esprime individualmente nel suo stare e nel suo muoversi, si permette alle emozioni di affiorare e la loro espressione viene raccolta e arricchita di senso attraverso immagini, storie, parole.
A condurre gli incontri sono due professionisti con approcci diversi, ma, in questa esperienza, convergenti: Enrico De Nicola, performer e formatore, e Elisa Rossi, psicoterapeuta e agopuntore, entrambi con un percorso di ricerca di diversi decenni.
Come funziona la giornata? Enrico De Nicola propone semplici esercizi per far parlare il corpo, mentre Elisa Rossi suggerisce alcuni stimoli verbali/emotivi e aiuta a mettersi in contatto con ciò che questi fanno risuonare in ciascuno dei partecipanti, dando loro voce, forma verbale e immagine. Enrico li riprende poi attraverso il movimento/respiro/suono. Nel corso delle tre giornate ci si incontra o si sta per conto proprio, si sta zitti o si parla, ci si scalmana o ci si sdraia, e così via.
Per saperne di più ho approfondito il discorso con Elisa Rossi.
"C'è una prima parte che lavora con il corpo nello spazio, proponendo movimenti vivaci o morbidi, contenuti o liberi, accompagnati dal respiro – spiega Elisa - ma che non sono né esercizi ginnici né 'gesti' teatrali. Il riferimento culturale è il teatro corporeo di Yves Lebreton e l'indagine psicofisica di Jerzy Grotowski. Per esempio inizi camminando semplicemente in uno spazio, per poi attivare altri movimenti con cui il corpo si lascia andare e si esprime. Puoi muoverti per esempio come se fossi un po' ubriaco, come se perdessi il tuo equilibrio, come se fossi spinto di qua o di là da un moto interno, che attiva un gomito, una spalla, un'anca. A questa prima parte segue un'esperienza in uno stato di rilassamento profondo, in cui entri in una condizione di coscienza attenuata che - attraverso uno stimolo verbale - ti permette di far affiorare un'immagine. Questa è la parte del mio intervento: permettere a immagini, situazioni e storie di prendere forma; facilitare con delicatezza che prenda corpo un qualcosa che fa parte di te, ma che magari tu stesso tieni a distanza."
Domanda: "Puoi farmi alcuni esempi di questi 'vissuti psichici' e di come possano emergere nel corso del workshop?"
Elisa Rossi: "Un esempio: se uno dei miei tratti è l'avarizia, il 'tenere stretto', posso entrarci in contatto in questo spazio protetto, e il fatto di non tenerlo più 'dietro il paravento', come dicono i Cinesi, è già un passo importante. E posso provare il piacere di lasciare un po' andare. Vivo nel corpo e nelle immagini anche il suo opposto, così che magari trovo che 'dare' o 'aprire' mi è anche piacevole.
Un altro esempio potrebbe essere la paura dei luoghi chiusi, forse non è una vera e propria 'fobia', ma è qualcosa che dà una certa angoscia, e questo 'chiuso' minaccioso te lo ritrovi, ce l'hai davanti, ci entri dentro e in qualche modo scopri che puoi star bene anche lì."
Domanda: "Come emerge il vissuto di ognuno?"
Elisa Rossi: "Può accadere che emerga un evento doloroso del passato, un evento che conosci, ma che in qualche modo è rimasto in un angolo. Quando ti avvicini, ti suscita dolore, ma questo dolore, nel percorso che facciamo, emerge come non così pericoloso come veniva percepito prima, e così ti rendi conto che puoi viverlo, che non ne uscirai distrutto, che non è un 'Nemico', che è una parte di te. L'Umano è fatto anche di dolore, ed è meglio star dentro un dolore piuttosto che prendere un analgesico della mente. Se un dolore resta nascosto ti intossica, ce l'hai comunque dentro e agisce come un veleno. Ti blocca e ammorba tutto."
Domanda: "Tu parlavi di vari tipi di posture psichiche, ad esempio l'aggressività."
Elisa Rossi: "Aggressività vuol dire chiusura, vuol dire che vivi l'altro come un nemico. In questo percorso potresti scoprire che con una persona che ti sembrava ostile o antipatica, in realtà puoi trovare una relazione, e ti senti meglio. Scopri che nel percorso, la tua aggressività si è ammorbidita e ti rendi conto che alla fine hai meno preconcetti, meno chiusure e che ti fa piacere stare lì ed entrare in relazione con gli altri. Se vogliamo vedere una modalità opposta, come quella della remissività o della passività, tu che sei poco proattivo, troppo accondiscendente, troppo 'buono', ti scopri alla fine più determinato, più solido, più assertivo."
Domanda: "Perché il workshop è organizzato su tre giorni con un intervallo di tempo fra le date?"
Elisa Rossi: "Si tratta di un lavoro abbastanza intenso, ma anche delicato, che ha un suo sviluppo nel tempo, nel senso che le cose che hanno iniziato a prender forma nella prima giornata si consolidano e si sviluppano nelle altre due."
Domanda: "Si piange? Si ride?"
Elisa Rossi: "Soprattutto ci si diverte. C'è una dimensione ludica, lieve. È uno spazio protetto. Ci si 'diverte', proprio nel senso etimologico della parola: 'dirigersi da un'altra parte'. Un po' come accade quando sei in vacanza, il 'vacuum-vuoto', rispetto al pieno della tua vita solita. C'è curiosità e stupore. Si scoprono delle cose di sé, ma senza sofferenza. Divertendosi appunto."
Info e iscrizioni:
mail@elisarossi.info - Enrico: 349-8744245, Elisa: 333-1991565
Elisa Rossi
Elisa Rossi, laureata in Filosofia e in Medicina e Chirurgia, specialista in Psichiatria, è psicoterapeuta dal 1997. Nel 1983 consegue il "TCM Training Course Certificate" a Pechino, e in seguito torna in Cina otto volte per aggiornamento clinico di agopuntura.
Nel 1985 inizia a praticare Taijiquan con Ermanno Cozzi, nel 1989 Qigong con Li Xiaoming e nel 1992 studia per due mesi a Pechino con il dr. Lu Guangyun, direttore del dipartimento di Qigong del Xiyuan Hospital.
Co-fondatrice della Scuola di agopuntura "MediCina", membro della Commissione "Medicina non Convenzionale" dell'Ordine dei Medici di Milano, dal 2005 al 2019 conduce "Xiaoxiao", ambulatorio di Medicina Cinese per bambini.
Ha collaborato con "Agopuntura Senza Frontiere" per missioni di insegnamento in Madagascar, Laos, Tanzania e ha tenuto seminari in Australia, Austria, Danimarca, Germania, Israele, Olanda, Polonia, Svizzera, UK, USA e webinar su Net of Knowledge.
Ha pubblicato articoli soprattutto su European Journal of Oriental Medicine (1995, 2000, 2005, 2012, 2019) e Journal of Chinese Medicine, (2007, 2010, 2017) e i testi: "Shen - Aspetti psichici nella medicina cinese: i classici e la clinica contemporanea", 2002 (tr. ingl. 2007); "Basi di Medicina Cinese e Clinica di Tuina", 2004; "Pediatria e Medicina Cinese", 2010 (tr. ingl. 2011); "Le dinamiche complesse dell'umano in MTC", 2015; "Agopuntura: dialogo tra un curioso e un esperto della materia", 2015; "La Relazione Terapeutica in Agopuntura", 2021 (tr. ingl. 2023). Nel 2022 si trasferisce a Genova, dove esercita come psicoterapeuta.
Enrico De Nicola
Performer e formatore, da oltre trent'anni ricerca e sperimenta nell'ambito teatrale, elaborando un metodo personale centrato sulla conoscenza del corpo e sulla sua espressione autentica. Il suo lavoro indaga il movimento non come forma estetica, ma come linguaggio vivo, in ascolto della propria natura e della propria essenza. Dal 1990 al 1995 studia presso il Centro Internazionale di Creazione e Ricerca Teatrale "L'Albero" diretto dall'attore-mimo Yves Lebreton, con il quale approfondisce le potenzialità istintive del corpo, diventandone assistente. Negli anni successivi presenta performance in strada e in festival in Italia e all'estero e conduce seminari e corsi rivolti a professionisti e amatori. Dal 1996 al 2010 collabora con la compagnia "Le Corps Sauvage" del mimo-danzatore Gilles Coullet, sviluppando un percorso di ricerca tra danza e teatro e affinando le proprie competenze creative ed espressive. In questo periodo si avvicina anche all'Espression Primitive, metodo ideato da Hernz Duplan, approfondendone le potenzialità. Prosegue la sua indagine sulla voce come estensione del movimento con l'attore e regista Claudio Di Palma. Da molti anni porta avanti il lavoro di teatro corporeo e linguaggio non verbale: corsi per adulti, laboratori teatrali nelle scuole, progetti sperimentali nelle RSA e per la terza età, percorsi formativi per insegnanti e operatori sociali.






