Attualità - 18 novembre 2025, 14:02

Giovanna Botteri a Orientamenti: "Ai giovani dico di essere felici e di seguire la propria strada senza paura, senza farsi cambiare dalla massa"

La giornalista e inviata estera racconta il mestiere del giornalismo tra verità, fake news e IA: “Oggi i ragazzi vengono raccontati e non si raccontano mai: bisogna ascoltarli e dare loro spazio”. E sul futuro dell'informazione: "È un momento difficile ma dobbiamo essere protagonisti di questo cambiamento"

Amalia Ercoli Finzi e Giovanna Botteri

Amalia Ercoli Finzi e Giovanna Botteri

La 30esima edizione di Festival Orientamenti si apre con una delle voci più autorevoli del giornalismo italiano: Giovanna Botteri, tra i tre ospiti d’eccezione che inaugurano la manifestazione in programma fino al 21 novembre ai Magazzini del Cotone del Porto Antico di Genova. Con lei, i tre “dreamers” simbolo dei filoni tematici dell’evento: l’ingegnera e astrofisica Amalia Ercoli Finzi per lo Stem, e il maestro pasticcere Iginio Massari per Hands.

Volto storico della corrispondenza estera, da trent’anni sul campo in alcuni dei luoghi più complessi del pianeta, Botteri ha offerto al pubblico una testimonianza intensa e diretta sul mestiere del giornalismo, sul valore della verità e sull’importanza di non rinunciare mai alla complessità.

Tra i temi centrali del suo intervento, il ruolo di chi racconta il mondo: “Questo mestiere, il giornalista, non è facile, soprattutto in questo momento in cui ci sono tantissime notizie, c’è tantissima informazione e propaganda, tantissime fake news. È sempre difficile quando racconti una guerra, o un conflitto come in Cina durante il covid, come gli scontri o come ora che racconto l’Italia e le tensioni sociali, è sempre difficile portare a chi ti ascolta il racconto pulito, lasciare a chi ti ascolta il giudizio, il pensiero e dare informazione, riuscire a raccontare. Oggi ci troviamo ad Orientamenti e ad esempio i ragazzi vengono raccontati e non si raccontano mai: c’è una mancanza in questo momento di ascolto, c’è sempre un giudizio su quelli che fanno e mai ascolto di quelli che sono i problemi, le paure, le speranze. La difficoltà oggi è recuperare questo nostro lavoro originario, ovvero di dare voce e not di coprire con la nostra voce”, racconta Botteri.

Un passaggio che apre a una riflessione più ampia sul disagio e sulla forza che i giovani portano con sé: “Scendono in piazza sempre più spesso per lamentarsi ma per farsi sentire; io credo che ci sia richiesta fortissima di farsi sentire, perché il mondo cambia e dev’essere ascoltato. Di fronte a una società che cambia, cambiano i bisogni e dev’esserci questo momento di passaggio, ovvero passare il testimone, dando le proprie esperienze e non dev’essere un’esperienza vincente o clamorosa, ma dev’essere fatta anche di cadute e della possibilità di rialzarsi, e soprattutto un obiettivo che è quello di vivere bene, non di essere ricchi o vincenti, ma di vivere bene e di avere il coraggio di guardare gli altri e sé stessi con soddisfazione”.

Uno sguardo lucido anche sul futuro dell’informazione, tra intelligenza artificiale, nuove piattaforme e redazioni sempre più sotto pressione: “È un momento difficile per l’informazione perché sembra quasi che l’intelligenza artificiale possa prendere lo spazio che è stato nostro, come se l’IA possa prendere lo spazio dell’intelligenza umana, ma non è così. L’intelligenza artificiale dev’essere uno strumento, che è straordinario e che usiamo, ma che utilizziamo e che non deve utilizzarci; sono grandi strumenti di democrazia da usare ma nel modo giusto e credo che siano una grande strada per l’informazione futura ma l’importante è saperli usare e non farsi usare. Io credo che ci sia bisogno di prendere una grande trasparenza nel nostro lavoro, riprendere la nostra missione ovvero di informare, perché non siamo qua per giudicare oppure per prendere parte o posizione, ma solo per informare e per informare ogni metodo dall’IA ai social media alla rete è buono e giusto; le difficoltà sono in un passaggio, dalla carta stampata e dalla tv generalista ai nuovi mezzi di comunicazione ma dobbiamo essere protagonisti di questo cambiamento e non dobbiamo essere passivi o vittime”.

Poi un punto dirimente: le pressioni, non solo politiche, ma anche economiche: “Io credo che siano due i problemi: la pressione della politica e la pressione del mondo della finanza che in questo momento è proprietario dei mezzi di informazione, dai giornali alle tv alle agenzie ed io credo che la pressione sia doppia e forse più forte e più pericolosa perché più nascosta dei gruppi di pressione che spingono l’opinione pubblica in una certa direzione ma io credo che proprio di fronte a questo la piattaforma e i nuovi mezzi di comunicazione possano essere una strada e una via indipendente di democrazia”.

Infine, il consiglio ai giovani che sognano il giornalismo, o qualunque altra strada. Un consiglio che ribalta la celebre frase di Steve Jobs: “Jobs diceva di essere affamati, io dico di essere felici e di seguire la propria strada senza paura, senza farsi cambiare dalla massa, dall’onda o da quello che vorrebbero tu facessi. Bisogna essere felici e se lo sei facendo agricoltura, piuttosto che l’imprenditore, fallo. Se vuoi fare il poeta, il musicista, bisogna seguire senza farsi influenzare, seguire il proprio cuore, la propria passione perché ognuno ha un grande talento e l’importante di queste manifestazioni, quali Orientamenti, e la missione dei tutor, è proprio quello di capire il talento che c’è in ognuno di noi, perché ognuno di noi nasconde e ha un grande talento e la società sarebbe meravigliosa se desse la possibilità ad ognuno di intraprendere la propria strada”.

Federico Antonopulo

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