Politica - 19 novembre 2025, 14:31

Ex Ilva, Bucci incontra i lavoratori: "Genova non può chiudere, mi attiverò con il Governo"

"Valutiamo l’ipotesi di una vendita dell'impianto di Cornigliano staccato dal resto dell’Ilva e da Taranto". Salis scrive al ministro Urso: “Urgente un tavolo sul futuro dello stabilimento con i sindacati” I sindacati: "Bloccheremo la viabilità ad oltranza: ci prepariamo a dormire qui"

La mobilitazione all’ex Ilva di Cornigliano accelera e coinvolge sempre più i vertici istituzionali genovesi. La sindaca Silvia Salis ha inviato una lettera al ministro dello Sviluppo economico Adolfo Urso, e per conoscenza alla prefetta Cinzia Teresa Torraco, chiedendo "con urgenza la convocazione di un tavolo sulla vertenza ex Ilva e sul futuro dello stabilimento di Cornigliano e dei suoi lavoratori, alla presenza delle organizzazioni sindacali". Una mossa resa necessaria dall’escalation delle ultime ore e dalla prospettiva, confermata dai sindacati, di una crisi senza precedenti per la siderurgia genovese.

Intanto al presidio permanente dei lavoratori, allestito a Cornigliano, è arrivato anche il presidente della Regione Marco Bucci. "Genova non può chiudere, mi attiverò con il Governo. Valutiamo l’ipotesi di una vendita dello stabilimento di Cornigliano staccato dal resto dell’Ilva e da Taranto", ha dichiarato, raccogliendo la preoccupazione crescente dei dipendenti.

Sul territorio, la protesta è ormai stabilmente insediata. I lavoratori hanno montato un gazebo e una tenda per resistere al freddo e al maltempo atteso nelle prossime ore: "Ci prepariamo a dormire qui", spiegano. Il sit-in occupa un punto nevralgico per la viabilità: l’incrocio tra via Siffredi, la strada Guido Rossa,  completamente chiusa e presidiata da mezzi da lavoro, e via Cornigliano.

Pesantissimo l’allarme lanciato dalle rappresentanze sindacali. Armando Palombo, delegato Fiom Cgil della ex Ilva di Cornigliano, e Stefano Bonazzi, segretario generale Fiom Cgil Genova, denunciano: "Il piano del Governo porta alla chiusura della fabbrica con la conseguenza che a Genova abbiamo mille posti di lavoro a rischio, mille famiglie che rischiano di perdere il loro sostentamento e la fine della siderurgia nella nostra città e nel Paese". E ancora: "Dal primo gennaio saranno in 6 mila a livello nazionale a trovarsi in cassa integrazione e dal primo di marzo chiuderanno tutti gli impianti. Chiediamo alle istituzioni locali di non stare in silenzio e di adoperarsi per contrastare la decisione del Governo e impedire la chiusura di Cornigliano". 

Ex Ilva, Parlamentari liguri (PD): “Chiesta convocazione urgente del Ministro Urso. Totale assenza di strategia governativa sul polo siderurgico. Solidarietà e vicinanza ai lavoratori oggi in sciopero”

“C’è una totale assenza di strategia e chiarezza da parte del Governo. La scelta dell'Esecutivo di presentarsi ai tavoli di confronto con i lavoratori senza un piano definito è grave e irresponsabile. Configura un vuoto politico che ha un impatto diretto su migliaia di famiglie. Le decisioni emerse dagli incontri a Palazzo Chigi – in particolare l'incremento della cassa integrazione, il fermo degli impianti del Nord e l'orientamento verso il ciclo corto a Taranto – rappresentano un impatto significativo sulla siderurgia nazionale e manifestano un segnale negativo per le comunità coinvolte. La nostra solidarietà e vicinanza ai lavoratori liguri oggi in sciopero per difendere il loro lavoro e un pezzo importante dell’economia ligure e genovese, ma anche di tutto il Paese”, così i parlamentari liguri del PD Lorenzo Basso, Valentina Ghio, Alberto Pandolfo e Luca Pastorino in merito a Ex Ilva.

“Ad oggi non è stato presentato alcun piano di decarbonizzazione, non è stato identificato un acquirente, non sono state stanziate risorse specifiche e, soprattutto, non è stato delineato un futuro certo per i lavoratori a partire dal Primo marzo. Per questo è indispensabile che il Ministro Urso riferisca senza indugi in Aula. Un settore strategico come la siderurgia non può essere gestito con improvvisazione e attraverso annunci privi di sostanza. Il Governo è chiamato alle proprie responsabilità: la tutela dell'occupazione e dell'industria non può essere compromessa da scelte politiche inadeguate”, sottolineano e concludono.
 

F.A


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