Anche in Liguria prende forma il comitato territoriale per il ‘no’ alla riforma della giustizia. A presiederlo è la magistrata in pensione Alessandra Galli, figlia del giudice Guido Galli, ucciso il 19 marzo 1980 all’Università Statale di Milano da un commando di Prima Linea.
Galli, che nella sua carriera ha ricoperto ruoli sia in ambito penale sia civile, spiega: "È stata un’esperienza che mi ha arricchita e che ti permette di capire le varie situazioni da prospettive diverse".
Il suo compito sarà coordinare una squadra, in sinergia con la sezione ligure dell’Associazione Nazionale Magistrati presieduta dal sostituto procuratore Federico Manotti, per illustrare le ragioni del ‘no’ alla riforma.
"Il sistema attuale non è il migliore possibile - commenta Galli - ma ha il suo equilibrio. La riforma indebolisce uno degli organi di controllo della Costituzione, con il rischio che prevalgano logiche politiche".
Per l’ex magistrata, che è stata anche presidente del collegio della Corte d’Appello di Milano che nel 2013 condannò Silvio Berlusconi per frode fiscale, la riforma non risolve problemi come i tempi della giustizia, gli errori giudiziari o il correntismo.
"Personalmente, in tante occasioni mi chiedo come la vedrebbe mio papà, cosa direbbe di questa riforma. Ma non mi permetterei mai di dire lui diceva, lui pensava. Mi ha insegnato a tenere conto dei principi della Costituzione: alcuni sono ancora da attuare e non da cambiare", conclude.
Del comitato territoriale fanno parte anche il pm Andrea Ranalli, la giudice Paola Faggioni e il magistrato in pensione Roberto Braccialini. Referenti per Imperia e Savona sono i pm Matteo Gobbi e Luca Traversa, mentre per La Spezia e Massa il magistrato in pensione Marco Bacci. Per la società civile, sono stati nominati il professore emerito Vincenzo Roppo e i docenti universitari di Unige Massimo Ferrante e Mitja Gialuz.





