Sport - 29 novembre 2025, 18:15

“Vittoria pesantissima” per il Genoa, ma De Rossi frena: “Non abbiamo ancora fatto nulla. Ma sono felice”

Prima vittoria per il Grifone in casa e per il tecnico: “Non un buon primo tempo, nel finale poi ci siamo abbassati troppo. Giusto i giocatori si siano presi gli applausi”

Foto Gabriele Siri

Foto Gabriele Siri

Mantenere alta la concentrazione è fondamentale “perché comunque non si è fatto niente, mancano ancora tante partite”, eppure i tre punti ottenuti dal Genoa contro l'Hellas Verona hanno un gusto davvero dolce per mister Daniele De Rossi.

Punti che cambiano la prospettiva rossoblù, senza dubbio per la classifica e per un sorriso pieno che tra le mura amiche mancava da ben 239 giorni, precisamente dallo scorso campionato contro l'Udinese.

Un corroborante per il futuro genoano, dove però il tecnico chiede ancora passaggi avanti per mantenere la strada della risalita. E lo fa prendendo spunto proprio da questi ultimi novanta e oltre minuti di gioco: «La vittoria pesa tantissmo, però siamo consapevoli di non aver fatto un buon primo tempo, con tanto possesso palla del quale dobbiamo però capire ancora bene cosa farne. Siamo stati lenti e poco vogliosi di cercare lo spazio, poi nella ripresa abbiamo cominciato bene, salvo poi abbassarci troppo nel finale. Sul primo gol ci ha dato una mano andargli a fare male quando spingevano. Il gol subito invece sono errori che succedono, io stimo chi non butta la palla a casaccio ma prova a uscire in maniera più lucida: presto dovremo trovare il giusto equilibrio tra il non rischiare, tra l'essere pratici e il non buttare via la pallaMa sono stato giocatore anch'io, capisco certi momenti».

L'importanza del successo ha infatti anche un aspetto mentale per il tecnico. Che alla fine ha anche lasciato tutto il palcoscenico degli applausi ai suoi ragazzi: «Il tabù della vittoria in casa direi fosse più una cosa mentale, non siamo entrati in campo in uno stadio ostile. Ci tengo ai miei giocatori, al mio staff, al mio lavoro e ora sto cominciando a tenerci anche tanto al Genoa. Poi non vincevo una partita da un anno e mezzo, ma sono stati loro a prendersi gli schiaffi con la Cremonese e altro, quindi è giusto ci siano andati loro sotto la Gradinata».

Una Nord che ha applaudito convinta una squadra brava a ribaltarla nella ripresa e trascinare con sé il pubblico: «Il lavoro dell'allenatore è preparare bene la partita o, nel caso contrario, sistemarla in corsa. Tra primo e secondo tempo ho cercato di dare qualche consiglio su come occupare gli spazi in campo, anche se ero convinto la questione fosse di come gestire la palla ma non tatticamente. Poi ho parlato di altro, perché il calcio è tanto altro. In partite come questa, uno scontro salvezza, e quando c'è equilibrio di livello devi metterci qualcosa in più».

Ora il prossimo passaggio è già in settimana, ed è la sfida all'Atalanta di Coppa Italia. Il dilemma per il tecnico è quello delle scelte di formazione: «In questi giorni deciderò, alcuni li cambierò per far rifiatare chi ha spinto ma anche per dare spazio e chi si sta allenando alla grande. Non voglio però fare l'errore di cambiarne undici in blocco, è comunque una partita di una competizione importante da affrontare. Ci ragionerò tanto».

Mattia Pastorino


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