L’area di Campostano torna al centro del dibattito politico in Consiglio comunale. A sollevare la questione è stato il consigliere di Avs Lorenzo Garzarelli, che ha chiesto di mettere a verbale una ricostruzione ufficiale dell’iter urbanistico alla base degli sviluppi più recenti, dopo che alcuni esponenti del centrodestra avevano rivendicato meriti che, a suo dire, non corrisponderebbero alla storia amministrativa del caso.
Garzarelli ha ricordato come, nella settimana precedente, siano intervenuti atti significativi volti alla tutela commerciale e paesaggistica dell’area, riconoscendo il ruolo delle assessore Beghin e dell’assessora Coppola. Proprio a quest’ultima ha chiesto di chiarire quali fossero state le effettive decisioni tecniche e amministrative che hanno portato alla situazione attuale, sottolineando la necessità di fare chiarezza sulle responsabilità politiche.
“Questo questo 54 sicuramente mette un po' di ordine rispetto a delle affermazioni inesatte che sono state dette rispetto alla vicenda Campostano” ha esordito l’assessora all’Urbanistica Francesca Coppola che ha ripercorso l’intera vicenda. Ha spiegato come nel PUC del 2015 le aree tra viale Franchini e Campostano fossero state inserite come ambito di conservazione del verde urbano. Questa classificazione fu però impugnata e, nel 2016, il TAR la annullò completamente, lasciando la zona priva di destinazione d’uso per anni, fino al 2023.
È stata la precedente amministrazione a reintrodurre una definizione urbanistica, collocando l’area all’interno dei servizi SISS. Questo passaggio, ha chiarito Coppola, recuperava di fatto la destinazione iniziale prevista dal PUC del 2015 e non quella annullata dal TAR. Ma la parte determinante non riguarda soltanto il perimetro SISS: nello stesso anno, con la delibera di Consiglio comunale n. 39, è stata approvata una modifica generale alle norme del PUC che ha inciso direttamente sulla disciplina delle medie strutture di vendita.
La revisione delle norme ha eliminato la distinzione merceologica delle attività insediabili nei poli urbani, consentendo di fatto la possibilità di aprire strutture alimentari di media dimensione, opzione che in precedenza non era ammissibile. È questa modifica normativa, ha spiegato Coppola, ad aver cambiato il quadro consentendo scenari che fino a quel momento non erano previsti.






