Undici punti in cinque gare, pù di due a partita in media, sempre andando a segno con almeno un gol e qualcosa di più. Dopo lo scivolone di Coppa Italia, non cade una seconda volta consecutiva il Genoa che, in campionato, conferma il proprio momento di forma certificandolo con un maturo 2-1 sul campo dell'Udinese, lasciandosi alle spalle le zone caldissime della classifica e restando agganciato al gruppone in piena corsa per un posto di tranquillità.
Una partita intensa e ricca di duelli fisici si preannunciava e tale è stata. Decisamente azzeccata e calzante è parsa però l'interpretazione della panchina, con cambi finalmente decisivi in positivo per il Grifone e un undici base di partenza che, nonostante qualche defezione, ha retto colpo su colpo a un'Udinese superiore fisicamente ma non nella fame di punti.
Con Ostigard e Frendrup messi ko da alcuni fastidi muscolari e nemmeno in panchina, il tecnico sceglie di premiare Otoa e Masini modificando gli orchestrali ma non lo spartito di quel 3-5-2 scelto fin dall'inizio della sua avventura rossoblù. Modulo speculare a quello dei bianconeri friulani, privi di Atta e con Ekkelenkamp al suo posto, al quale spetta la prima e unica conclusione pericolosa casalinga della prima frazione al 6', direttamente da punizione molto defilata sulla sinistra e disinnescata da Leali.
A segno va poi Davis, pescato però in posizione di fuorigioco, mentre la rete del vantaggio arriva quasi inattesa per i rossoblù poco dopo una mezz'ora attenta. Colombo attento e scaltro a sfruttare un pasticcio della retroguardia udinese e a farsi atterrare da Okoye in uscite; dagli undici metri Malinovskyi spezza quella maledizione che vedeva il Grifone non andare a segno su calcio di rigore da un campionato e mezzo.
E se De Rossi alla vigilia aveva chiesto di ripetere quantomeno la gara di Cagliari, se non altro in attitudine e prestazione, stavolta il Vecchio Balordo non solo ascolta il suo mister, addirittura va oltre. Non cala l'attenzione di Vasquez e compagni dopo il vantaggio, che restite per una buona mezz'ora, finché sulla sinistra la squadra di Runjaic riesce a mandare fuori giri la retroguardia genoana con Piotrowski a insaccare sull'assist di Rui Modesto (65').
Come detto la concentrazione resta però la cifra di un Genoa parso più maturo e convinto a gestire i ritmi del match. E anche bravo a sfruttare un raro pezzo di bravura di Messias al minuto 83': il brasiliano manda a vuoto un avversario e innescando insieme a Ekuban nell'area friulana Norton-Cuffy, appostato all'altezza del secondo palo, che batte Okoye e fissa il punteggio sul 2-1 conclusivo, sul quale ci sono anche le mani di Leali che, in pieno recupero, si oppone alla conclusione praticamente a botta sicura di Lovric (95').
E' quello del BluenergyStadium il quinto risultato utile consecutivo per la squadra di De Rossi (contando anche l'impegno contro il Sassuolo col duo Murgita-Criscito), che vale il quindicesimo posto a un più quattro sul Pisa terzultima che vale a peso d'oro in vista di un finale di anno solare dove si alzeranno le difficoltà e anche le occasioni di fare davvero bella figura.
IL TABELLINO
UDINESE-GENOA 1-2
Reti: 34' rig. Malinovskyi (G), 65' Piotrowski (U), 83' Norton-Cuffy (G)
Udinese (3-5-2): Okoye; Bertola, Kabasele, Solet; Zanoli (73' Ehizibue), Piotrowski (86' Lovric), Karlstrom, Ekkelenkamp (86' Bravo), Zemura (15' Rui Modesto); Zanoli, Davis (73' Buksa).
A disposizione: Sava, Padelli; Goglichidze, Zarraga, Gueye, Bayo, Palma, Camara, Kristensen, Miller.
Allenatore: P. Malecki (Runjaic squalificato)
Genoa (3-5-2): Leali; Marcandalli, Otoa, Vasquez; Norton-Cuffy, Masini, Malinovskyi (76' Messias), Thorsby, Martin; Colombo (76' Ekhator), Vitinha (64' Ekuban).
A disposizione: Lysionok, Sommariva; Stanciu, Onana, Sabelli, Carboni, Cuenca, Fini, Celik, Cornet, Venturino, Ellertsson.
Allenatore: D. De Rossi
Arbitro: Maresca di Napoli






