Attualità - 11 dicembre 2025, 16:10

Genova fuori dal Centro Sanguineti, Montanari: “Decisione scientifica del dipartimento. Il lavoro proseguirà”

Orlando chiede conto del passo indietro dell’ateneo: “Grave per l’immagine della città”. L’assessore alla Cultura ribadisce: “Nessuna ingerenza politica nella scelta”

Genova fuori dal Centro Sanguineti, Montanari: “Decisione scientifica del dipartimento. Il lavoro proseguirà”

La mancata riconferma dell’Università di Genova al Centro interuniversitario “Edoardo Sanguineti” arriva in Consiglio comunale con l’interrogazione della consigliera Anna Orlando a cui ha risposto l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari.

Al centro della discussione non ci sono solo aspetti accademici ma il valore simbolico e identitario di una figura come Sanguineti per Genova.

Durante l’interrogazione, Orlando ha ripercorso la notizia uscita nei giorni scorsi sui quotidiani:
“Abbiamo appreso dal Secolo di questa rinuncia da parte dell’ateneo genovese. Parliamo di un centro che esiste da anni ed è dedicato allo studio di Edoardo Sanguineti, un patrimonio della nostra città. L’assenza di Genova in un contesto nazionale di apertura è, dal punto di vista dell’immagine, grave”.
La consigliera ha ricordato il ruolo del Comune nel custodire la biblioteca donata dagli eredi e ha domandato perché non sia stata attivata un’azione istituzionale per scongiurare l’uscita dal progetto:
“Chiediamo chiarimenti su come siano andate le cose e sulle ragioni del mancato impegno dell’amministrazione, anche alla luce dei rapporti consolidati tra Comune e Università”.

L’assessore Montanari ha risposto chiarendo prima di tutto il proprio ruolo: “Sono stupito che si faccia riferimento alla mia afferenza universitaria come se un singolo docente potesse indirizzare le decisioni di un organo sovrano come un dipartimento. Non solo non è possibile, ma non è auspicabile. Le decisioni scientifiche non devono essere condizionate dalla politica, e io le avverso profondamente”.

Montanari ha ricordato che il DIRAS è stato membro fondatore del Centro Sanguineti e vi è rimasto per tutta la durata della convenzione, in scadenza nel 2025: “Ha deciso di non rinnovare l’adesione per ragioni scientifiche che non possono essere oggetto di censura da parte di questo Consiglio. Inoltre, non mi risulta che l’Università di Bologna faccia parte del Centro”.

Il focus dell’assessore si è poi spostato sul presente e sul futuro della valorizzazione del patrimonio sanguinetiano: “La mancata adesione non significa che non si lavori su Sanguineti. Il Comune ha concesso la sua biblioteca in comodato alla Biblioteca Universitaria, che ha costituito un Comitato Sanguineti con eredi, docenti e rappresentanti del Comune. È un fondo sempre accessibile a tutti, aperto anche straordinariamente il 14 dicembre. Il DIRAS ha finanziato catalogazioni, pubblicazioni, convegni e una mostra con oltre 2000 visitatori”.

Non è mancata una nota politica: “Ricordo che nel 2020 fu il Municipio Centro Est, allora di centrodestra, a negare la dedica di una piazza a Sanguineti, decisione poi superata l’anno successivo dall’attuale amministrazione”.

Montanari ha concluso: “Non ritengo che l’amministrazione debba intervenire contro una decisione scientifica. Al contrario, ringrazio il DIRAS per l’encomiabile lavoro di valorizzazione del patrimonio Sanguineti, di cui il Comune è orgogliosamente beneficiario”.

La consigliera Orlando ha apprezzato la ricostruzione: “È stato un chiarimento utile ed esaustivo. Non c’era intento polemico. Ma resta un tema di immagine esterna della città: la chiusura rispetto a progetti nazionali che coinvolgono altri atenei continua a destare preoccupazione”.

Isabella Rizzitano

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