Restano a Genova le lavorazioni della commessa di Ansaldo Energia destinata alla centrale elettrica di Iren a Turbigo nel milanese precedentemente delocalizzate negli Stati Uniti in Texas.
Lo comunica la sindaca di Silvia Salis al termine di un incontro con l'amministratore delegato di Iren Gianluca Bufo e l'amministratore delegato di Ansaldo Energia Fabrizio Fabbri.
A seguito di una serie di interlocuzioni la sindaca di Genova ha ottenuto questo pomeriggio la disponibilità da parte della multiutility a posticipare i tempi di consegna della commessa affidata ad Ansaldo Energia. La precedente tempistica avrebbe reso necessaria la delocalizzazione della produzione in Texas.
Il nuovo calendario garantisce invece che le lavorazioni rimangano negli stabilimenti genovesi di Ansaldo Energia, accogliendo così la richiesta avanzata nei giorni scorsi dai lavoratori, anche attraverso uno sciopero. I sindacati rivendicavano la possibilità di eseguire a Genova la produzione delle barre statoriche per la centrale senza esternalizzarla.
Antonio Apa, Coordinatore Uilm Liguria: “Prendo atto che le Istituzioni genovesi si sostituiscono alle scelte di politica industriale che competono alle aziende”
"Francamente trovo alquanto discutibile il comunicato emesso nella giornata di ieri dalla Sindaca di Genova, la quale, bontà sua, ha ottenuto la disponibilità da parte di Iren di posticipare i tempi di consegna della commessa affidata ad Ansaldo Energia. Faccio notare che il 5 dicembre nel corso di un incontro in Confindustria, l’azienda ha ribadito le ragioni che rendevano necessario il decentramento (non la delocalizzazione come erroneamente lei sostiene su suggerimento di Fiom – Lotta Comunista) delle barre destinate al cliente Iren presso la centrale di Torbigo. In quella sede l’azienda tenne a ribadire che la situazione della società era tesa a rafforzare la capacità produttiva dello stabilimento con investimenti, sviluppo industriale e crescita dell’organico così come definito nel piano industriale e illustrato alle OO.SS. il 24 novembre scorso. Il sindacato unico con una forte connotazione Fiom - Lotta Comunista decide di occupare l’azienda, una situazione questa estrema che si assume di fronte a un crollo industriale produttivo e occupazionale, questo non è attualmente il problema di Ansaldo Energia in quanto la stessa gode di ottima salute. Questo atto sconsiderato dell’occupazione è stato messo in atto da Fiom – Lotta comunista per montare un caso ipotizzando un abbandono delle attività industriale all’esterno dell’azienda COSA NON VERA in quanto l’azienda non trasferiva tecnologia ma una semplice esternalizzazione in quanto era in forte ritardo sulle consegne al cliente. NON ERA IN DISCUSSIONE LA CAPACITA’ INDUSTIALE DELL’AZIENDA E LO SVILUPPO INDUSTRIALE E OCCUPAZIONALE. Il danno comunque c’è stato nei confronti del cliente ma soprattutto è mancata la responsabilità di Fiom – Lotta Comunista che non ha capito che questa operazione riduceva i costi e accelerava la possibilità di consegnare in tempo utile il prodotto senza pagare penali, in questo modo l’azienda avrebbe fatto anche cassa. Alla luce di quanto accaduto, mi pongo una domanda; siamo ancora in grado di fare cassa nonostante i tempi di consegna siano stati procrastinati? Se si, chiedo alla Dirigenza Aziendale che cosa ci hanno spiegato fino ad oggi? Se non ci fosse più cassa chiedo allora alle Istituzioni intervenute se di fronte ad una posizione dichiaratamente politica della Fiom-Lotta Comunista l’intervento sia un reale vantaggio per l’azienda e per i lavoratori? Questa è la verità dei fatti, di fronte alle autentiche balle sostenute dalla santa Alleanza, fatta di ripicche, ricatti, tuoni di guerra santa, tanto cara ai militanti di lotta comunista. Quello che mi chiedo è che qualora questo intervento non sia vantaggioso per le casse di Ansaldo, le Istituzioni locali che si sostituiscono alle scelte di politica industriale che competono all’azienda rischiano inseguendo un facile consenso di creare in realtà un danno. In questo modo si legittima tutto l’armamentario di lotta dura senza paura tanto cara a lotta comunista la quale ha scritto sulla vicenda siderurgica una delle pagine più nere del sindacato genovese andando a picchiare dei nostri dirigenti sindacali e voleva ripetere la stessa cosa coniugando siderurgia e Ansaldo Energia".






