Politica - 11 dicembre 2025, 15:33

Genova, il Comune spinge sul nuovo Piano Regolatore Portuale: “Ora che la governance è completa, il percorso deve ripartire”

In aula l’interrogazione del consigliere Maresca (FdI): chiesto un aggiornamento sulle interlocuzioni con l’Autorità Portuale. Terrile: “Dopo 823 giorni si è ricostituita la governance, ora avanti con una visione che tenga insieme sviluppo del porto e diritti della città”

Genova, il Comune spinge sul nuovo Piano Regolatore Portuale: “Ora che la governance è completa, il percorso deve ripartire”

Il Piano Regolatore Portuale deve ripartire visto che la governance è completa. 

È quanto emerso nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale con l’interrogazione del consigliere Francesco Maresca (Fratelli d’Italia) che ha chiesto alla giunta un aggiornamento sulle interlocuzioni con l’Autorità di Sistema Portuale in merito allo stato dell’iter del nuovo PRP e alla visione strategica del rapporto porto–città.

Maresca ha ricordato che il Comune dovrà esprimersi sul piano e ha richiamato il lavoro già avviato nella scorsa consiliatura con il Documento di Pianificazione Strategica Porto–Città, chiedendo se, dopo il lungo periodo di stallo e la recente nomina del presidente Paroli e del nuovo segretario generale, "si sia tornati a un’interlocuzione stabile e a un piano strategico che possa consentire allo stesso Comune di essere protagonista del piano regolatore portuale”.

Il consigliere ha poi sottolineato come la prima industria della città richieda tempi certi e collaborazione piena: “Il Comune può farsi parte attiva verso l’Autorità di Sistema Portuale per accelerare quelle tempistiche che consentono un piano più veloce e razionale dei rapporti tra porto e città”.

Nella sua risposta, il vicesindaco Alessandro Terrile, con delega al porto, ha tracciato il quadro attuale, ricordando che al momento si è ancora fermi al DPSS, il Documento di Pianificazione Strategica del Sistema Portuale, “la carta madre da cui poi gemeranno i due piani regolatori per gli scali di Genova e Savona”.

Terrile ha spiegato che una parte essenziale del DPSS è la mappatura delle aree di cerniera porto–città, fondamentali per l’accesso alle banchine e per la gestione degli impatti del traffico merci e passeggeri. Su Genova, ha ricordato, “molto è risolto dalle infrastrutture già realizzate o in corso di completamento”, in particolare nell’area di Sampierdarena.

Il nodo principale, tuttavia, riguardava la governance dell’Autorità Portuale, che per quasi due anni e mezzo era rimasta incompleta: “Il nuovo segretario generale si è insediato solo martedì scorso, il 9 dicembre, colmando un’anomalia nella governance che durava da 823 giorni, cioè dall’8 settembre 2023, quando l’Autorità fu commissariata per la prima volta”, ha ribadito Terrile.

La presenza contemporanea di presidente e segretario è decisiva, ha spiegato, perché “proprio la legge 84/94 affida alcune competenze specifiche nella redazione e approvazione del Piano Regolatore Portuale al segretario generale”.

Il Comune, ha garantito il vicesindaco, farà la propria parte con una visione chiara: “Diremo la nostra non entrando nel merito della funzione delle singole banchine, ma con un approccio più ampio, di difesa del porto come porto aperto a tutte le tipologie di merci, capace di garantire sviluppo alla città e di cogestione delle aree di cerniera. Il nostro obiettivo non è difendere la città dal porto, ma governare il rapporto porto–città nello sviluppo di entrambi”.

Isabella Rizzitano


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