Attualità - 16 dicembre 2025, 08:00

Buone azioni - Arci La Dimora, l’associazione che trasforma il gioco in cultura e comunità

Fra sessioni di gioco, progetti culturali e un’IA che risponde alle domande degli utenti, l’associazione trasforma il fantasy in uno strumento per comprendere la realtà: “L’immaginario è una lente per capire il presente”

Riunire i giocatori di ruolo a Genova e creare uno spazio specificamente dedicato a questa attività: con questa ambizione è nata, nel 2017, Arci La Dimora - associazione ludica culturale, che mette al centro il gioco come potente strumento per lo sviluppo di competenze, relazioni e socialità.

Dopo i primi tre anni, durante i quali le attività si sono rapidamente ampliate includendo anche giochi da tavolo e iniziative organizzate in alcune biblioteche, l’arrivo della pandemia e il conseguente isolamento hanno costretto l’associazione a spostare gran parte delle proprie attività online. È in questo contesto che sono nati il canale YouTube e il format Mercolibrì, per esempio.
È stato in quel momento che abbiamo capito di voler affrontare l’immaginario a trecentosessanta gradi, non soltanto attraverso il gioco, ma includendo anche la letteratura e le creazioni fantastiche” spiega il presidente Mario Pesce. “Da qui è nata la collaborazione con diversi autori, perché chi gioca e chi scrive, in fondo, inventa mondi e crea alternative”.

Oggi La Dimora conta circa quaranta iscritti, molti dei quali non risiedono a Genova, proprio grazie alla dimensione online delle attività. “Abbiamo soci in Sardegna, in Lombardia, in Friuli Venezia Giulia. Non chiediamo costi di ingresso né contributi economici per partecipare: il gioco e l’attività sociale sono già una creazione di valore, e chi partecipa contribuisce direttamente a generarlo”.
Un principio che guida l’intero progetto associativo, orientato a restituire alla comunità un impatto positivo in termini di socialità e competenze.

Le attività coinvolgono persone di tutte le età. “Il più giovane ha sei anni, uno dei più grandi sessanta. Giochi come Dungeons & Dragons riescono a unire generazioni diverse: il gioco è gioco, a qualsiasi età”. Alcuni titoli, come This War of Mine, vengono invece proposti solo a un pubblico più maturo, dai sedici anni in su, per la complessità delle tematiche affrontate, legate a contesti di guerra civile. “Vogliamo unire gli appassionati e sdoganare il fantasy e il gioco: l’immaginario non parla di cose inesistenti, ma usa una lente diversa per leggere la realtà e immaginare soluzioni alternative. Basti pensare al cyberpunk: negli anni Ottanta era fantascienza, oggi è cronaca”.

Le attività dell’associazione si svolgono quasi quotidianamente, sia online sia in presenza. Gruppi di lettura e sessioni di gioco vengono ospitati in diverse sedi, tra cui la biblioteca Bruschi di Sestri Ponente, l'Hub Marinelle di vico Tacconi e il circolo Arci Primo Maggio di salita San Nicolò, che è anche la sede legale. Il mercoledì rappresenta uno dei principali appuntamenti online, affiancato in alcuni periodi anche dal lunedì.

La Dimora è inserita in una rete più ampia di realtà associative: insieme a Federludo, la rete nazionale delle associazioni ludiche, partecipa a progetti condivisi che promuovono il gioco come strumento educativo e come alternativa sana al gioco d’azzardo. L’associazione prende parte anche al tavolo regionale “Mettiamoci in gioco contro il gioco d’azzardo”. “Preferiamo parlare di azzardopatia piuttosto che di ludopatia - chiarisce Pesce - per evitare che ogni forma di gioco venga percepita come potenzialmente problematica. Il gioco non è il problema: lo è il suo uso distorto”.

Tra i progetti più significativi c’è Giocare l’avventura, realizzato con altre realtà come ISCUM e la cooperativa Pandora e con il coinvolgimento delle scuole. Gli studenti hanno partecipato alla scrittura cooperativa di storie fantastiche ambientate nella Genova medievale, basate su elementi storici reali. I racconti sono poi diventati un percorso permanente di enigmi nel centro storico, pensato per riscoprire la città attraverso il gioco e la narrazione.

L’associazione promuove inoltre una forte cultura della collaborazione. Spesso riceve più proposte di spazi di quante riesca a coprire con le proprie attività. “Se da una proposta nasce un gruppo che si auto-organizza, come un gruppo di giocatori di Magic nel ponente genovese, per noi è un successo. Siamo felici di supportarli, senza sovrapporci”.

Particolare attenzione è rivolta all’uso critico dell’immaginario. “Il gioco è uno strumento potente e positivo, ma può essere piegato a fini perversi. Lo stesso vale per la fantascienza e per l’idea di futuro”. L’associazione ha affrontato questi temi anche attraverso incontri e conferenze dedicate all’uso politico dell’immaginario, come quelle sul cosiddetto fantafascismo, che analizzano come la destra contemporanea utilizzi la narrativa fantastica.

Il mondo dei videogiochi non è al centro diretto delle attività, ma viene affrontato in collaborazione con altre realtà. In occasione di eventi pubblici sono state proposte esperienze di gioco digitale basate su piattaforme open source, prive di pubblicità e meccanismi commerciali invasivi, per dimostrare che anche il videogioco può essere vissuto in modo consapevole.

Le attività sono aperte a chiunque voglia partecipare. Solo gli eventi ospitati nei circoli Arci richiedono il tesseramento. Chi desidera contribuire più attivamente alla produzione di contenuti può effettuare una preiscrizione online: nel giro di 24-48 ore viene contattato e può iniziare a partecipare, condividendo le linee guida e il codice di condotta dell’associazione.

Sul sito è inoltre disponibile Irene, un’intelligenza artificiale sviluppata internamente, pensata per rispondere alle domande degli utenti. In assenza dei volontari, è l’IA a fornire informazioni sulle attività, sui progetti e sulle modalità di partecipazione. Online è consultabile anche il catalogo dei giochi disponibili e, prossimamente, quello dei libri degli autori incontrati e dei soci. Alla base di tutto c’è la convinzione, forte, che il lavoro portato avanti è una produzione concreta di valore: “Non chiediamo spazi o risorse come un favore - conclude il presidente - ma come un investimento che restituiamo al territorio sotto forma di competenze, relazioni e comunità”.

Chiara Orsetti

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