Torna al centro del dibattito in Consiglio municipale il caso del piazzale della Madonnetta, area di sosta situata tra via Ausonia e via Stallo, da decenni punto di riferimento per i residenti della zona. Un parcheggio da circa cinquanta posti gratuiti, storicamente difeso dagli abitanti, oggi al centro di una vicenda complessa che intreccia pianificazione urbanistica, proprietà privata e disagi quotidiani.
A sollevare il tema è stato il consigliere Lucente, che ha definito la questione “annosa”, ricordando come già nel 2021 si fosse verificato un vero e proprio “blitz” urbanistico, quando il proprietario dell’area presentò un’istanza di autotutela chiedendo la modifica della destinazione. All’epoca, l’amministrazione comunale accolse la richiesta, avviando un percorso di adeguamento del Piano urbanistico comunale (PUC) che, dopo un primo stop in Municipio, venne approvato in un secondo momento anche in virtù dell’obbligo regionale di pronunciamento.
Lucente ha ricordato di essere stato l’unico consigliere a sollevare perplessità già allora, sottolineando come un confronto più ampio e tempi più distesi avrebbero potuto evitare le criticità emerse successivamente. A rafforzare le ragioni dei residenti, il lavoro del comitato di zona, che ha riportato alla luce come fin dal Piano regolatore della fine degli anni ’50 l’area fosse destinata a parcheggio libero.
Nel frattempo, l’apertura di un cantiere ha ulteriormente complicato la situazione. Un intervento che, nel 2024, risulta di fatto bloccato, con tempi scaduti e un’area oggi in stato di abbandono. Una condizione che, secondo il consigliere, ha generato nuovi problemi legati alla sicurezza e al degrado: alberi pericolanti, infiltrazioni d’acqua e criticità riconducibili alla gestione privata dell’area. Da qui l’interrogazione per chiedere aggiornamenti e soluzioni immediate per garantire condizioni adeguate di sosta e mobilità soprattutto nell’immediato.
A rispondere è stato l’assessore all’Urbanistica del Municipio I Centro Est Alberto Cattaneo, che ha ricostruito il quadro normativo. L’area, ha spiegato, era stata inserita dal PUC in ambito servizi pubblici e il parcheggio, pur utilizzato come sosta libera, risultava di proprietà privata, anche se classificato nel bilancio dei servizi come parcheggio pubblico. Nel 2021 il proprietario ha quindi ottenuto la conversione dell’area in ambito ACU (classificazione acustica), con l’obiettivo di realizzare un parcheggio privato.
Cattaneo ha chiarito che la delibera non ha ricevuto osservazioni od opposizioni negli anni successivi e che il precedente vincolo a servizi non aveva natura espropriativa ma conformativa, motivo per cui non può considerarsi decaduto per mancata attuazione da parte del Comune. Ha inoltre sottolineato che il passaggio da servizi ad ACU ha comportato un incremento del peso insediativo e la potenziale perdita di un servizio per la collettività, elemento che rende il quadro ancora più delicato.
“Al momento – ha concluso l’assessore – sono in corso ulteriori analisi da parte degli uffici comunali. Quando avremo elementi più chiari, forniremo aggiornamenti”.






