Al via domani, sabato 3 gennaio, i saldi invernali 2026 a Genova e in Liguria, che proseguiranno fino al 16 febbraio. Un appuntamento atteso da consumatori e imprese del commercio, che segna un passaggio importante per il comparto moda e per la vitalità economica dei centri urbani e dei quartieri.
Secondo le stime dell’Ufficio Studi Confcommercio, a livello nazionale saranno 16 milioni le famiglie che acquisteranno prodotti in saldo, con un acquisto medio di 303 euro a famiglia (circa 137 euro a persona) e un giro d’affari complessivo stimato in 4,9 miliardi di euro. Un quadro di riferimento che offre indicazioni utili anche per il territorio ligure, dove i saldi rappresentano una leva concreta per sostenere i consumi e il commercio di prossimità.
“I saldi invernali sono un appuntamento centrale per il settore moda e per il commercio di prossimità - commenta Manuela Carena, presidente di Federmoda Confcommercio Genova -. Le nostre stime nazionali sulla spesa media attesa confermano l’importanza di questa fase della stagione per i negozi e per i consumatori. Resta però evidente che i saldi, da soli, non possono essere l’unica risposta alle difficoltà del commercio: il valore del negozio di prossimità sta sempre di più nella specializzazione, nella ricerca, nella consulenza personalizzata e nella qualità dell’esperienza di acquisto, elementi che rendono le imprese meno dipendenti dalla sola logica del ribasso e più capaci di competere anche in un contesto segnato dall’online e dalla concorrenza globale. Allo stesso tempo, sul piano locale valutiamo positivamente la scelta del Comune di Genova di prevedere la gratuità dei parcheggi nelle Blu Area e Isola Azzurra nei primi due sabati dei saldi, il 3 e il 10 gennaio: è una misura concreta, richiesta dalle associazioni di categoria e accolta dall’Amministrazione, che crediamo possa facilitare l’accesso alle vie commerciali e sostenere la vitalità dello shopping in città”.
Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, Federmoda e Confcommercio ricordano alcuni principi di base:
1 - Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (Art. 129 e ss. D.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato (art. 135 bis del D.Lgs. 206/2005 - Codice del Consumo). Per gli acquisti online i cambi o la rescissione del contratto sono sempre consentiti entro 14 giorni dalla ricezione del prodotto indipendentemente dalla presenza di difetti, fatta eccezione per i prodotti su misura o personalizzati (artt. 52 e ss. del D.Lgs. 206/2005 - Codice del Consumo).
2 - Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimessa alla discrezionalità del negoziante.
3 - Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti cashless.
4 - Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.
5 - Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e, generalmente, il prezzo finale. In tutto il periodo dei saldi il prezzo iniziale sarà il prezzo più basso applicato alla generalità dei consumatori nei 30 giorni antecedenti l’inizio dei saldi (Art. 17 bis D.Lgs. 206/2005 - Codice del Consumo introdotto dal D.Lgs. n. 26/2023 di recepimento della Direttiva UE «Omnibus»).
Confcommercio segnala, inoltre, le varie iniziative promosse sull’intero territorio nazionale da Federazione Moda Italia come “Saldi Chiari e Sicuri”, “Saldi Trasparenti”, “Saldi Tranquilli”.






