Un racconto intimo ma al tempo stesso collettivo, capace di superare le narrazioni assistenzialistiche per restituire uno sguardo autentico sulla vita delle persone con disabilità. È questo il cuore di “La vita è come una focaccia”, il cortometraggio realizzato nell’ambito del progetto “Persone in relazione”, che verrà proiettato in anteprima giovedì 8 gennaio 2026 alle 20.30 al Teatro di Sori.
L’ingresso è aperto al pubblico, ma è consigliata la prenotazione: gli interessati possono inviare un messaggio WhatsApp al numero 346 5079484, indicando nome e numero dei partecipanti, entro il 6 gennaio 2026.
Diretto dal regista Antonio Palese della casa di produzione Cochlea di Torino, il cortometraggio è il risultato di un lavoro corale finanziato con fondi PNRR – Disabilità. A dare volto e voce alla storia è un cast composto da una ventina di attori, persone con disabilità e non, che hanno lavorato in sinergia per costruire un’esperienza artistica e narrativa condivisa.
Il progetto vede come capofila la Cooperativa La Giostra della Fantasia, affiancata dalle cooperative Dono e Sentiero d’Arianna e dall’APS Nuova Ecopsi. L’iniziativa è stata fortemente voluta dalla Rete dei Comuni dell’ATS 13 Levante, con il Comune di Recco in qualità di capofila.
La vita è come una focaccia mette in scena la quotidianità di un gruppo di amici adulti alle prese con sfide universali: il lavoro, l’amore, l’autonomia economica, i desideri e le fragilità che attraversano ogni percorso di vita. Al centro del racconto c’è una terrazza, luogo reale e simbolico, dove i protagonisti si ritrovano ogni sera. Uno spazio di libertà e relazione, in cui cenare insieme, ballare e ridere diventa una fonte di energia per affrontare le difficoltà quotidiane.
La metafora scelta è potente nella sua semplicità: la vita viene paragonata a una focaccia, «semplice, condivisa, nutriente, imperfetta e proprio per questo autentica». Un’immagine che restituisce con immediatezza il senso del film e del progetto che lo ha generato.
"Non è creando mondi a parte che impareremo a lasciare spazio alle diversità, ma attivando la capacità di ciascuno di vedere la vita in ogni sua sfumatura, senza il peso dello stereotipo di positività e prestazione" spiega Linda Monaco, referente del progetto per La Giostra della Fantasia. "La vita è “unta e piena di buchi come la focaccia”: bisogna saperla gustare".
Un messaggio semplice e diretto, che attraverso il linguaggio del cinema invita a guardare alla disabilità non come eccezione, ma come parte integrante della complessità e della ricchezza dell’esperienza umana.






