E’ un prepartita importante il primo dell'anno in casa Genoa. Dopo la sconfitta di Roma, la peggiore per continuità e atteggiamento da quando il tecnico siede sulla panchina rossoblù, il “Ferraris” diventa il punto da cui ripartire in uno scontro diretto come quello col Pisa che pesa nella corsa salvezza: due punti separano il Grifone dalla zona rossa, tre proprio dai nerazzurri toscani.
Ne è ben consapevole Daniele De Rossi, nonostante il calendario dica che dopo quella di domani mancheranno altre venti partite ai verdetti di fine campionato. La sincerità sull’analisi delle prestazioni - e non solo - è di fatto uno dei tasti su cui ha battuto maggiormente il tecnico del Vecchio Balordo nella conferenza di presentazione della gara: “La squadra ha reagito con lo stesso dispiacere che avevo io, erano consapevoli di aver fatto qualcosa in meno rispetto ad altre partite. Abbiamo una sorta di patto: dirci la verità, non solo in base al risultato”.
Delle tre sconfitte consecutive, l’ultima è quella che lascia strada a maggior amarezza, soprattutto per l’atteggiamento visto all’Olimpico: “A giocare male e vincere domani ci metterei la firma, ma sono sicuro che con l’atteggiamento delle nostre prime partite faremo più risultati di quanti ne faremmo essendo così molli - ha ammesso il mister - Dopo le prime due ero convinto che stessimo andando nella direzione giusta. La terza no, anche se nel secondo tempo ho visto un pizzico di ripresa. Quando fai pochi punti, ogni partita diventa uno scontro diretto e ogni errore pesa”.
Da qui l’importanza del fattore casa contro una squadra dove servirà completamente un altro tipo di prestazione rispetto alle ultime sfide. La vittoria sull'Hellas Verona è quella da cui trae maggior spunto l’allenatore: “Trovare uno stadio pieno e la nostra attitudine ai duelli e all’aggressività può aiutarci. Loro sono una squadra sempre ordinata, che anche quando perde gioca all’altezza dell’avversario com’è stato con Inter o Juve. Servirà un Genoa affamato, con la fame del secondo tempo col Verona”. Per questo in settimana il tecnico spiega di aver lavorato sul possesso: “Contro squadre che ti lasciano più palla non possiamo pensare di addormentare il gioco, non siamo una squadra che va piano. Dobbiamo passare attraverso duelli, seconde palle, corse in profondità. Il secondo tempo col Verona lo abbiamo vinto non palleggiandogli in faccia, ma andando un po’ più forti di loro. Sapere cosa fare del pallone quando lo hai tra i piedi ti aiuta in questo”.
Tema centrale anche quello degli errori individuali, che hanno inciso più volte nel girone d’andata. “Molto passa dall’attenzione e dalla concentrazione - ha spiegato De Rossi - scegliere il rischio minore, capire quando osare e quando no. Alcune letture non sono allenabili, altre sì. Ad esempio sul secondo gol preso a Roma, che è simile a quello preso a Udine, la responsabilità è mia: è una situazione che stiamo allenando e dobbiamo farlo meglio, con maggior presenza in quella zona dell’area”.
Area che sarà difesa nuovamente da Leali nel ruolo di portiere, dopo la squalifica. “È un ragazzo centrato, serio, stimato da tutti nello spogliatoio e da noi dello staff - ha detto l’allenatore rossoblù - In queste partite, invece, a turno abbiamo concesso un pochino, siamo partiti sempre un po’ ad handicap, e questo non ha mai riguardato solo ed esclusivamente Leali, che ha fatto delle partite ottime salvandoci in alcune occasioni con Fiorentina, Verona e Udinese. Contro l’Atalanta ha scelto male, il gol contro l’Inter si poteva non prendere, possiamo analizzare questo. Ma se avete un’altra oretta andiamo a analizzare gli errori difensori, gli errori dei centrocampisti o il gol che potevamo fare in più... Gli errori si fanno nel calcio, vengono messi in preventivo e si prova a non sbagliare, ma se c’è l’atteggiamento giusto, lo spirito giusto, verranno nascosti e soprattutto non verranno mai demonizzati da parte di quei giocatori che commettono degli sbagli di calcio, di campo”.
Il tecnico ha quindi passato in rassegna diverse situazioni e scelte di una formazione “che oggi ho chiara per undici undicesimi”, con un attacco dove, “spoiler” esclusi, il ballottaggio è per il ruolo di prima punta, con Vitinha considerato un punto fermo. “Ekuban, Colombo ed Ekhator sono tutti schierabili - ha chiarito - Ekuban ci aiuta nei duelli e nel farci salire e lo ha fatto sempre bene, Colombo e Vitinha hanno fatto cose importanti. Mi piace che gli attaccanti giochino vicini. Ekhator sta crescendo, non solo in campo ma anche come atteggiamento”.
Tra portiere e centravanti non si concentra, in questi giorni, solo il dibattito sul terreno di gioco. Il mercato, appena cominciato, mette questi due ruoli tra i più chiacchierati. Anche in questo caso, la parola d’ordine è sincerità: “Bisogna dirsi la verità - ha spiegato De Rossi - tutti gli allenatori, se possono migliorare la squadra, lo fanno, soprattutto quando subentrano e non hanno costruito il gruppo. Ma chi veste questa maglia deve dare il 100% finché è qui. Il tempo che passo a parlare di mercato è minimo rispetto a quello dedicato a preparare le partite. So che si fanno sempre decine di nomi, poi vengo da una realtà dove ne circolano cento volte tanti. Adesso andremo più nella fase più calda, quindi un giorno o una settimana ce li prenderemo per gestire questo tema. Ho le idee chiare, non le posso dire ma ci sono anche delle circostanze che magari ci faranno valutare anche delle cose in corso, magari anche altri allenatori possono essere interessati ai nostri giocatori. Vediamo quello che succede”.
Ora, però, conta solo il campo. E per il Genoa, contro il Pisa, è già una partita che pesa.






