Un presidio è stato convocato per lunedì 5 gennaio sotto la Prefettura alle ore 18 per protestare contro l’intervento militare degli Stati Uniti in Venezuela e per chiedere il rispetto del diritto internazionale e della sovranità del Paese sudamericano. L’iniziativa nasce da un appello promosso da associazioni, partiti e realtà del mondo sindacale e pacifista, che denunciano l’azione militare statunitense e la posizione assunta dal Governo italiano.
Nel documento diffuso dagli organizzatori, che riportiamo integralmente, vengono esposte le motivazioni della mobilitazione e le richieste rivolte alla comunità internazionale e alle istituzioni italiane:
“Condanniamo senza se e senza ma l’aggressione militare degli Stati Uniti contro il Venezuela. L’azione voluta dall’amministrazione Trump rappresenta un atto criminale e l’ennesima, gravissima violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite. Un’aggressione che si inserisce in una più ampia strategia imperialista volta al controllo delle risorse naturali e petrolifere del paese sudamericano, accompagnata da tentativi di destabilizzazione politica culminati con il rapimento del Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro.
Quanto sta avvenendo in queste ore non è un fatto isolato. Si colloca in una lunga scia di interventi militari, bombardamenti e operazioni di guerra condotti o sostenuti dagli Stati Uniti in diverse aree del mondo, dall’Iran alla Nigeria, fino alla Somalia, con l’obiettivo di imporre la propria egemonia geopolitica attraverso la forza e la violenza armata.
L’attacco al Venezuela rappresenta l’ultimo capitolo di oltre vent’anni di pressioni economiche, sanzioni, sabotaggi, tentativi di colpo di Stato e terrorismo politico, portati avanti contro un paese colpevole di rivendicare la propria sovranità. Ancora una volta assistiamo a campagne mediatiche che costruiscono artificialmente il “nemico” nel tentativo di preparare l’opinione pubblica a giustificare l’uso della forza, la guerra e la sospensione del diritto internazionale.
Condanniamo con forza la posizione assunta dal Governo italiano di sostegno, di fatto, all’intervento militare USA, che in una nota ufficiale considera come “legittimo un intervento di natura difensiva contro il narcotraffico”.
Richiediamo il ritiro immediato dello schieramento militare che, da diversi mesi, mantiene un’immensa forza militare statunitense nei Caraibi. Chiediamo la liberazione di Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores: spetta al popolo venezuelano e non certo al presidente USA decidere chi vuole giudicare o eleggere. Vogliamo la fine dell’aggressione militare e il rispetto della sovranità territoriale e politica del
Venezuela e di tutta l’America Latina!
Prime adesioni: ANPI, ARCI, Alleanza Verdi Sinistra, Ass. Italia Cuba, Ass. Senza Paura, Casa dei Popoli, CGIL – Camera del Lavoro, Circolo Calogero-Capitini, Comitato Piazza Carlo Giuliani, Emergency Genova, FGCI, Giovani Comunisti/e, Ora di Silenzio per la pace, Partito Comunista dei Lavoratori, Partito Comunista Italiano, Partito della Rifondazione Comunista, Sinistra Anticapitalista Siamo in attesa di ricevere risposta da altre organizzazioni/associazioni/partiti”
Il presidio si inserisce in un quadro di mobilitazioni che, anche a livello internazionale, stanno contestando l’inasprimento delle tensioni militari in America Latina e il ruolo delle grandi potenze nei conflitti globali. Gli organizzatori annunciano che ulteriori adesioni potrebbero essere comunicate nelle prossime ore.







