Un presidio di raccoglimento, testimonianza e unità, aperto non solo ai venezuelani residenti in Liguria ma a tutta la cittadinanza. È quello promosso dalla Comunità Venezuelana a Genova, in programma oggi, lunedì 5 gennaio, alle 19 all’angolo tra via San Vincenzo e via Galata.
L’iniziativa, spiegano gli organizzatori, nasce con l’obiettivo di esprimere vicinanza e sostegno a un popolo che continua a lottare per libertà e dignità. Contestualmente, però, la comunità venezuelana genovese prende posizione contro il presidio promosso nella stessa giornata dal Partito Democratico ligure e da altri gruppi politici, esprimendo un netto dissenso.
Pur ribadendo il valore del dibattito democratico, l’associazione giudica “inaccettabile che si parli del Venezuela senza aver vissuto, conosciuto o ascoltato la realtà di milioni di cittadini venezuelani”. Nel comunicato si ricorda come oltre otto milioni di persone abbiano lasciato il Paese negli ultimi anni a causa di una crisi definita umanitaria, economica e sociale, segnata da fame, repressione, carenza di cure mediche e dalla distruzione del tessuto democratico.
Secondo la Comunità Venezuelana, “parlare di aggressione senza menzionare le responsabilità del regime che ha causato questa diaspora rappresenta una grave distorsione della verità”. E ancora: “Non accettiamo che si venga a spiegare ai venezuelani cosa siano la pace, la giustizia o la democrazia, quando sono proprio questi valori ad essere stati negati per decenni”.
Un messaggio che si conclude con un appello chiaro: “La solidarietà non può trasformarsi in complicità ideologica”. Da qui la richiesta di rispetto, ascolto e verità, e l’invito a partecipare numerosi al presidio di questo pomeriggio nel centro di Genova.
Nel frattempo, nella giornata di ieri è stato promosso sempre per oggi lunedì 5 gennaio, un altro appuntamento sotto la Prefettura alle ore 18 per protestare contro l’intervento militare degli Stati Uniti in Venezuela e per chiedere il rispetto del diritto internazionale e della sovranità del Paese sudamericano. L’iniziativa nasce da un appello promosso da associazioni, partiti e realtà del mondo sindacale e pacifista, che denunciano l’azione militare statunitense e la posizione assunta dal Governo italiano.






