Politica - 06 gennaio 2026, 10:40

Epifania senza cortei a Genova, la Lega attacca: “Non episodi isolati, ma una linea politica”

Bordilli e Bevilacqua accusano la giunta di aver cancellato Cortei dei Magi e Presepe Vivente dopo il caso del presepe a Tursi: “Scelte ideologiche che voltano le spalle alla tradizione e all’identità della città”

Epifania senza cortei a Genova, la Lega attacca: “Non episodi isolati, ma una linea politica”

"Dopo il presepe negato a Palazzo Tursi, Genova perde anche l’Epifania dei Cortei dei Magi e il Presepe Vivente. Non si tratta di episodi isolati, ma di una linea politica chiara". Così i consiglieri comunali della Lega Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua.

"Solo due mesi fa l’assessore competente parlava di 'un Natale che onori il passato, senza subirlo'. Alla prova dei fatti, quelle parole si sono rivelate uno slogan vuoto - scrivono in una nota -. Sul presepe a Palazzo Tursi si è assistito a un tentativo maldestro di riscrivere la realtà, tra giustificazioni tardive e ricostruzioni imprecise e non rispondenti al vero, nel tentativo di coprire una scelta sbagliata e ideologica. Si è arrivati persino a definire lo spazio che ospitava il presepe come “poco più che un sottoscala”, salvo poi utilizzare esattamente lo stesso spazio per allestire la casa di Babbo Natale, promossa in pompa magna dalla nuova amministrazione. Una contraddizione evidente, che dimostra l’assenza di una visione coerente e rispettosa.

Arriviamo così al periodo dell’Epifania, che oggi festeggiamo. Nel 2023, con l’istituzione di un Assessorato dedicato alle Tradizioni cittadine, era stato avviato un percorso di valorizzazione del patrimonio culturale genovese, con eventi capaci di unire storia, radici e partecipazione popolare. Il successo del primo corteo natalizio del 2023 aveva portato, nel 2024, alla rinascita dei Cortei dei Magi e del Presepe Vivente, realizzati grazie alla collaborazione con la Curia, i Gruppi Storici e tanti volontari. Nel gennaio 2025 l’iniziativa aveva raggiunto numeri importanti: 85 figuranti in costume, ispirati alle statuine del Maragliano, tre cortei – uno per ciascun Re Magio – che attraversavano il centro cittadino, accompagnati dai Gruppi Storici, dalle chiarine e dai tamburi della Banda di Pra’ e dal suono delle cornamuse. Un evento autentico, partecipato e riconosciuto, capace di parlare alla città e ai visitatori.

Tutto questo oggi è stato cancellato. Senza spiegazioni, senza confronto e senza alcun rispetto per il lavoro svolto negli anni.
Dopo l’eliminazione del presepe da Tursi e di tutti i presepi viventi dal “passaporto presepi”, la nuova giunta ha scelto consapevolmente di non riproporre un’altra iniziativa che funzionava, che richiamava pubblico e che teneva viva la memoria. Non una svista, ma una precisa scelta politica: voltare le spalle al passato.

È grave che un’amministrazione consideri il patrimonio culturale, popolare e dei Gruppi Storici della città come un elemento da accantonare anziché come una risorsa da difendere. Tutto ciò non è un fastidio né un retaggio del passato, ma il fondamento della nostra identità collettiva.

A questo si aggiunge un fatto ormai evidente: il Natale genovese viene progressivamente svuotato della sua radice cristiana, per alimentare sempre più un’impostazione laica. Presepe, Epifania e Re Magi non sono simboli accessori, ma il cuore del Natale cristiano. Eliminarli significa snaturare il Natale, ridurlo a un evento neutro e commerciale, cancellandone il significato spirituale e provando a salvarne, solo in alcune circostanze, l’aspetto culturale.

Nonostante tutto, invito comunque i cittadini a partecipare alle uniche due iniziative comunali previste per oggi: la discesa della Befana in piazza Matteotti, nata dalla collaborazione tra Confcommercio e Vigili del Fuoco sotto le giunte di centrodestra, e la conferenza “Presepi a Genova tra XVIII e XIX secolo”, a cura di Giulio Sommariva, docente dell’Accademia Ligustica di Belle Arti, con cui in passato avevamo già organizzato un approfondimento dedicato al presepe. Le tradizioni si rispettano, si difendono e si tramandano" concludono. 

Redazione


Vuoi rimanere informato sulla politica di Genova e dire la tua?
Iscriviti al nostro servizio gratuito! Ecco come fare:
- aggiungere alla lista di contatti WhatsApp il numero 0039 348 0954317
- inviare un messaggio con il testo GENOVA
- la doppia spunta conferma la ricezione della richiesta.
I messaggi saranno inviati in modalità broadcast, quindi nessun iscritto potrà vedere i contatti altrui, il vostro anonimato è garantito rispetto a chiunque altro.
LaVocediGenova.it li utilizzerà solo per le finalità di questo servizio e non li condividerà con nessun altro.
Per disattivare il servizio, basta inviare in qualunque momento un messaggio WhatsApp con testo STOP GENOVA sempre al numero 0039 348 0954317.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU